17 novembre 2019
Aggiornato 03:30
politica

Partecipate, Pino: «Bucci fa il solito gioco dello scaricabarile»

La segretaria del Pd di Trieste: «Ci risulta che le altre Amministrazioni stiano deliberando per modificare la ragione sociale che consentirà al Gal, trasformandolo in consorzio, di proseguire la propria attività utilizzando i fondi europei con il pieno coinvolgimento degli enti locali. Mi chiedo perché Trieste non si stia adeguando»

TRIESTE - «La questione delle partecipate non scoppia di certo oggi: l’assessore Bucci non faccia finta di cadere dalle nuvole». Lo afferma la segretaria del Pd di Trieste Adele Pino, entrando nelle polemiche sulla riforma Madia e il taglio delle società partecipate, aggiungendo che «Bucci fa il solito gioco dello scaricabarile: dà la colpa a tutti fuorché a se stesso e alla sua Giunta. Cosa hanno fatto fino ad oggi? Sfogliavano la margherita?». Entrando poi nel merito della questione del Gal, Pino osserva che «è vero che la legge Madia impone la dismissione di alcune società partecipate, ma è altresì vero che l’ostacolo può essere superato, evitando così di uscire dal Gal. Interpellati altri sindaci coinvolti, ci risulta che le altre Amministrazioni stiano deliberando o abbiano già deliberato per modificare la ragione sociale che consentirà al Gal, trasformandolo in consorzio, di proseguire la propria attività utilizzando i fondi europei con il pieno coinvolgimento degli enti locali. Mi chiedo perché Trieste non si stia adeguando né seguendo la linea adottata dagli altri comuni che fanno parte del Gal». 

Mancano le risposte
«A fronte delle dichiarazioni dell’assessore Bucci sull’importanza del ruolo del Gal per l’utilizzo dei fondi europei – evidenzia Pino - ci domandiamo quale sia la vera motivazione della scelta di uscirne: Bucci spieghi e ci dica quale è la motivazione vera. L’unica interpretazione possibile allo stato attuale è attaccare il Governo, la Regione e il Pd nella logica del tanto peggio tanto meglio».