17 ottobre 2017
Aggiornato 15:00
sicurezza

Sap: «Torniamo a partecipare alla vita pubblica del Paese per cambiare un sistema che non funziona»

Un pulmann partito da Trieste ha portato i poliziotti del Sindacato autonomo di Polizia alla manifestazione generale che si è svolta in Piazza Montecitorio a Roma. La protesta è stata indetta dalle Segreterie Generali del SAP, SAPPE (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) e del CONAPO (Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco)

Un momento della manifestazione (© Sap)

TRIESTE - Un pulmann partito da Trieste ha portato i poliziotti del Sindacato autonomo di Polizia di Trieste alla manifestazione generale che si è svolta oggi in Piazza Montecitorio a Roma. La giornata di protesta è stata indetta dalle Segreterie Generali del SAP, SAPPE (Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria) e del CONAPO (Sindacato Autonomo dei Vigili del Fuoco) che hanno manifestato assieme ai cittadini per sensibilizzare ancora una volta le istituzioni per la sicurezza del nostro Paese. Nella giornata romana si è voluto rivendicare la «dignità» degli uomini in divisa, che deve essere concretizzata in tutti gli aspetti della vita professionale.

I temi
C’è un contratto del lavoro da rinnovare, fermo illegittimamente dal 2009 (così si è espressa la Corte Costituzionale), che vorrebbe con le risorse postate per il pubblico impiego, l’aumento «umiliante» di soli 11 euro dopo quasi 9 anni di attesa. Una manifestazione indetta volutamente qualche giorno prima della presentazione della nuova legge di stabilità, per far iscrivere nell’agenda di Governo «la sicurezza» come uno degli impegni urgenti ed improrogabili! Per questo motivo abbiamo manifestato in molti assieme alla gente, ai cittadini onesti, in maniera civile, sotto il palazzo della Camera dei Deputati. Ma non è solo un problema di contratto di lavoro e di stipendio: lo sono altrettanto le risorse da garantire a tutto l’apparato sicurezza. Mancano 50 mila uomini, di cui 18 mila solo nella Polizia di Stato, chiudiamo gli uffici, mancano i soldi per la formazione, per le divise, per le dotazioni, mancano i soldi addirittura per la cancelleria e per le pulizie. «I risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti in ogni provincia d’Italia, anche a Trieste - commenta Lorenzo Tamaro, segretario provinciale SAP - Vogliamo un sistema che ci sostenga e che con ci abbandoni alla gogna mediatica come spesso accade: in continuazione ci sono colleghi che devono difendersi da false accuse e affrontare anni di «calvari» mediatici e giudiziari, mentre i criminali godono di tutte le garanzie e sconti, spesso della certezza dell’impunità della pena».

Battaglia
«Bisogna passare dalle proteste spesso «molto attive e agguerite» espresse via web sui social network ad un‘azione concreta, legale, decisa, incisiva e comune con i cittadini, «in mezzo alla gente», ma soprattutto per la sicurezza dei cittadini - prosegue - Torniamo quindi a partecipare alla vita pubblica del nostro Paese, facendolo in maniera democratica e civile, ma per cambiare un sistema che indubbiamente non funziona e non piace. Abbiamo chiesto e continueremo a farlo, che vengano postate per la sicurezza importanti risorse nella legge di stabilità. Si passi ad investire sull’apparato sicurezza, invece di continuare a tagliare, come da anni si sta seguitando a fare, con gli effetti che tutti ben conosciamo e abbiamo modo di constatare sulle nostre strade». E Invece ancora un «affronto» fatto dall’attuale Esecutivo; «anche quest’anno il Governo non ha convocato i rappresentanti delle Organizzazioni Sindacali del Comparto Sicurezza e quelli del Cocer prima della stesura del DEF, precludendo di fatto ogni possibilità di dialogo e confronto» conclude.