23 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Rinvio a giudizio per il laminatoio della Ferriera di Servola del gruppo Arvedi

Il senatore Battista ha presentato un'interrogazione: «Ho chiesto di sapere se siano state disposte le verifiche ispettive atte ad accertare la corretta esecuzione dei lavori per la realizzazione del laminatoio, nonché i risultati di eventuali esplorazioni di rifiuti interrati e conseguenti bonifiche»
Ferriera di Servola
Ferriera di Servola (Diario di Trieste)

TRIESTE - In vista delle decisioni che le Istituzioni dovranno prendere sul futuro dell’area a caldo dello stabilimento di Servola a Trieste del Gruppo Arvedi – a pochi giorni dal probabile riavvio della produzione «credo sia doveroso far conoscere l’esito di un esposto presentato il 7 ottobre 2015 al Comando dei Carabinieri, presso il Senato di Roma, relativo alle procedure e alle autorizzazioni necessarie alla costruzione del nuovo capannone, destinato al laminatoio». Lo afferma il senatore Lorenzo Battista (Articolo Uno-MDP), a seguito dell’interrogazione a risposta scritta indirizzata al Ministro dell’Ambiente, della tutela del territorio e del mare, presentata a conclusione delle indagini e pubblicata sul sito del Senato (in data 17.10) a firma di Battista e dei senatori Casson, Lo Moro, Corsini, Gatti, Gotor e Granaiola. 

Le ragioni di Battista
«Risulta – spiega Lorenzo Battista, sottolineando la necessità di far conoscere alle Istituzioni e ai cittadini lo stato delle cose, per trasparenza e rispetto – che la magistratura abbia richiesto il rinvio a giudizio nei confronti del Cav. Giovanni Arvedi e di Francesco Rosato, Andrea Landini, Umberto Facchinetti e Daniele Agapito. Quest’ultimo figlio di Luciano Agapito, direttore del Servizio tutela da inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico della Regione Friuli Venezia Giulia, che firma il rinnovo dell’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) a Siderurgica Triestina per l’impianto di Servola. Fermo restando l’auspicio che in fase processuale venga chiarito ogni aspetto della questione, nell’interrogazione ho chiesto di sapere se siano state disposte le verifiche ispettive atte ad accertare la corretta esecuzione dei lavori per la realizzazione del laminatoio, nonché i risultati di eventuali esplorazioni di rifiuti interrati e conseguenti bonifiche». 

Le richieste
«Inoltre – prosegue Lorenzo Battista – ho domandato se risulti al Ministro correttamente seguito l’iter autorizzativo per aree di crisi industriale complessa, che rientrino in siti di interesse nazionale (SIN), cioè sottoposti a processi di bonifica particolarmente impegnativi, in ragione della quantità e pericolosità degli inquinanti presenti. Infine ho chiesto al Ministro se non ritenga necessario fornire dei chiarimenti agli enti locali sul quadro normativo, al fine di consentire una corretta azione integrata e coordinata per la definizione e l’attuazione di programmi di intervento complessi, assicurando l’attività di monitoraggio e di vigilanza, nonché il coordinamento delle azioni e la corretta determinazione dei tempi. Programmi di intervento complessi, come vengono illustrati online dall’impresa che ha realizzato il capannone del laminatoio per Siderurgica Triestina, come si evince dai dati riportati nel testo: «Nuovo reparto di finitura dell'acciaio: 35.000 mq in pochi mesi (96 metri di larghezza, 454 metri di lunghezza, 30 metri di altezza, 244 pilastri per sorreggerlo)».