14 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Maurizio Miglia incontra i detenuti al carcere di Trieste

La presentazione del libro da parte dell’Autore vuole essere un primo incontro, cui si spera possano seguirne altri, e si pone nel contesto rieducativo della pena conseguito attraverso il trattamento delle persone private della libertà
Maurizio Miglia incontra i detenuti al carcere di Trieste
Maurizio Miglia incontra i detenuti al carcere di Trieste (Adobe Stock)

TRIESTE - «Ero una persona svuotata da ogni sentimento, ferita, affranta, sola, ancora non consapevole di quanto stava succedendo. Solo una certezza tra i miei offuscati confusi pensieri, quello di essere rimasto solo». Così Maurizio Miglia descrive il proprio stato d’animo nei momenti successivi la perdita della compagna, Sonia. Questo potrebbe essere lo stato d’animo in cui si trovano molte persone private della libertà. Gestire un contesto di vita nuovo, diverso, una convivenza forzata con persone sconosciute, con esigenze e vissuti diversi, in un luogo, dove nonostante il sovraffollamento, si rischia di essere profondamente soli. La perdita di una persona importante, unica causa una terribile malattia. La perdita della libertà, diritto fondamentale di ogni persona, in ragione della commissione di un reato. Indubbiamente due eventi diversi e lontani tra loro ma forse accumunati da una possibilità: dopo l’esperienza emotivamente devastante, dopo il percorso di sofferenza, scoprire di essere un uomo diverso con la consapevolezza che «le esperienze, anche quelle dolorose, devono insegnare qualcosa».

L’evento
Il 28 ottobre, alle 10, l’autore – Maurizio Miglia – presenterà il libro «Io continuo in te» alla Casa Circondariale di Trieste a favore delle persone private della libertà. Il libro narra l’esperienza personale vissuta dall’autore dove il legame profondo tra due persone rimane saldo, oltre i confini della vita terrena; il libro diventa uno strumento a mezzo del quale Maurizio Miglia - proseguendo nella sua esperienza - decide d’impegnarsi nella realizzazione de «il sogno di Sonia» e fonda l’omonima Associazione di Promozione Sociale per supportare le difficoltà economiche e sociali dei bambini disagiati. Dopo le difficoltà che la vita – alle volte - ci riserva, dopo aver vissuto un’esperienza «distruttiva», ci si può rialzare, forse migliorare, sicuramente progettare nuovi percorsi; dalle vicende negative (in alcuni casi, dagli errori) si può trarre la forza per realizzare qualcosa di positivo. Per sé e per gli altri. La presentazione del libro da parte dell’Autore vuole essere un primo incontro, cui si spera possano seguirne altri, e si pone nel contesto rieducativo della pena conseguito attraverso il trattamento delle persone private della libertà.