18 novembre 2017
Aggiornato 13:00
Giovedì 16 novembre

‘Green Day’s American Idiot’ apre il cartellone Musical del Rossetti

Regia di Marco Iacomelli, band dal vivo, allestimento accurato e un cast di deciso talento sono i punti di forza di uno spettacolo che – sulle travolgenti musiche dei Green Day – parla del presente e delle inquietudini dei giovani contemporanei. Replica al Politeama Rossetti venerdì 17 novembre

‘Green Day’s American Idiot’ apre il cartellone Musical del Rossetti (© Teatro Rossetti di Trieste)

TRIESTE - Il cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si apre, giovedì 16 novembre, nel segno dell’energia graffiante e incandescente della musica punk-rock dei Green Day: ‘Green Day’s American Idiot’ è infatti il primo, attesissimo titolo, una produzione italiana di alta qualità, tutta declinata nel segno dell’energia, delle sregolatezze e della rabbia giovanile.

Gli interpreti
Sono infatti giovani (per il regista non è importante che abbiano una fama e ha cercato piuttosto fra i migliori talenti usciti dalle scuole di musical italiane e in particolare dalla STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia), e sono bravissimi e accuratamente preparati gli interpreti scelti da Marco Iacomelli, che seguendo la medesima formula, ha firmato anche ‘Next to Normal’, una delle più interessanti e apprezzate produzioni delle stagioni recenti.

Il musical
Oltre alla indiscutibile forza delle musiche dei Green Day, è potente e coraggioso anche l’affresco della realtà che gli autori offrono in questo musical, tutto concentrato sulla difficile realtà che vivono i giovani di oggi, delusi dall’assenza di prospettive delle periferie, arrabbiati, abulici, o sfrenati, attratti dai falsi incanti di droghe e successi facili, abbandonati a sé stessi… È forte la critica sociale e politica, rivolta inizialmente agli atteggiamenti di Bush ma oggi sicuramente ‘declinabili’ sul nuovo e discusso presidente americano. Ma nel musical non c’è solo protesta: si lascia spazio accanto alle durezze della vita, all’utopia dell’amore e a uno sguardo di speranza - forse - allungato verso il futuro. L’edizione italiana è realizzata in modo ammirevole e meticoloso: band dal vivo, canzoni in versione originale, scenografia ispirata alla pittura di Basquiat, coreografie di Michael Cothren Peña, (che ha creato per le Cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Baku 2017 e di Sochi), effetti video…