Eventi & Cultura | Giovedì 16 novembre

‘Green Day’s American Idiot’ apre il cartellone Musical del Rossetti

Regia di Marco Iacomelli, band dal vivo, allestimento accurato e un cast di deciso talento sono i punti di forza di uno spettacolo che – sulle travolgenti musiche dei Green Day – parla del presente e delle inquietudini dei giovani contemporanei. Replica al Politeama Rossetti venerdì 17 novembre

‘Green Day’s American Idiot’ apre il cartellone Musical del Rossetti
‘Green Day’s American Idiot’ apre il cartellone Musical del Rossetti (Teatro Rossetti di Trieste)

TRIESTE - Il cartellone Musical del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si apre, giovedì 16 novembre, nel segno dell’energia graffiante e incandescente della musica punk-rock dei Green Day: ‘Green Day’s American Idiot’ è infatti il primo, attesissimo titolo, una produzione italiana di alta qualità, tutta declinata nel segno dell’energia, delle sregolatezze e della rabbia giovanile.

Gli interpreti
Sono infatti giovani (per il regista non è importante che abbiano una fama e ha cercato piuttosto fra i migliori talenti usciti dalle scuole di musical italiane e in particolare dalla STM – Scuola del Teatro Musicale, Fondazione Teatro Coccia), e sono bravissimi e accuratamente preparati gli interpreti scelti da Marco Iacomelli, che seguendo la medesima formula, ha firmato anche ‘Next to Normal’, una delle più interessanti e apprezzate produzioni delle stagioni recenti.

Il musical
Oltre alla indiscutibile forza delle musiche dei Green Day, è potente e coraggioso anche l’affresco della realtà che gli autori offrono in questo musical, tutto concentrato sulla difficile realtà che vivono i giovani di oggi, delusi dall’assenza di prospettive delle periferie, arrabbiati, abulici, o sfrenati, attratti dai falsi incanti di droghe e successi facili, abbandonati a sé stessi… È forte la critica sociale e politica, rivolta inizialmente agli atteggiamenti di Bush ma oggi sicuramente ‘declinabili’ sul nuovo e discusso presidente americano. Ma nel musical non c’è solo protesta: si lascia spazio accanto alle durezze della vita, all’utopia dell’amore e a uno sguardo di speranza - forse - allungato verso il futuro. L’edizione italiana è realizzata in modo ammirevole e meticoloso: band dal vivo, canzoni in versione originale, scenografia ispirata alla pittura di Basquiat, coreografie di Michael Cothren Peña, (che ha creato per le Cerimonie di apertura e chiusura dei Giochi Olimpici di Baku 2017 e di Sochi), effetti video…