12 dicembre 2017
Aggiornato 09:00
Cultura

«Va subito contrastato il degrado della chiesa armena di Trieste»

Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, a margine dell'incontro con i rappresentanti della comunità armena e del comitato sorto a difesa della chiesa edificata nel 1859 e originariamente intitolata alla Madonna delle Grazie

Va subito contrastato il degrado della chiesa armena di Trieste (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «La chiesa degli armeni di via Giustinelli, così legata alla storia di Trieste, non può cadere in rovina. Vanno subito intraprese delle azioni che ne contrastino il degrado». Lo ha affermato l'assessore regionale alla Cultura, Gianni Torrenti, a margine dell'incontro con i rappresentanti della comunità armena e del comitato sorto a difesa della chiesa edificata nel 1859 e originariamente intitolata alla Madonna delle Grazie. Torrenti ha raccolto le istanze presentate dalla delegazione guidata dal delegato pontificio, Levon Zekyan, responsabile della Congregazione armena Mechitarista che, dal 2015, è anche vescovo dell'Arciparchia degli armeni ad Istanbul, attivandosi immediatamente per effettuare un sopralluogo alla chiesa in accordo con la Soprintendenza, in maniera tale da affrontare le prime, necessarie misure per tamponare l'emergenza legata all'incipiente degrado.

«Ritengo necessario - ha sottolineato l'assessore - che sia l'intera collettività a prendersi carico di questo bene, anche in nome delle radici comuni che legano la storia di Trieste alla presenza degli armeni. Le istituzioni devono certamente fare di concerto la loro parte in questa fase di emergenza e, a seguire, con una progettazione e un piano di lavori che consentano il recupero strutturale dell'edifico e la salvaguardia dei beni». A questo proposito, Torrenti ha ricordato che «bisogna avere un occhio di riguardo per l'organo fatto costruire a Vienna da Julius Kugy. La chiesa è infatti uno scrigno per il bellissimo organo Rieger donato dal famoso alpinist, che qui veniva a suonare ogni giorno: non possiamo permetterci che sia compromesso dal tempo e dall'incuria». La chiesa di via Giustinelli, intitolata al ricco possidente armeno che nel 1846 fece ottenere ai padri mechitaristi, già scappati da Trieste, il terreno per edificare un nuovo edificio di culto e un monastero, alcuni anni fa era sede della comunità cattolica tedesca che l'aveva affittata per il proprio rito. Si tratta di uno dei complessi storici più interessanti e misconosciuti di Trieste. Autore del progetto dell'edificio è Giuseppe Bernardi che ne pubblica nel 1859 i disegni all'interno di un album intitolato Chiesa della Congregazione Mechitarista di Vienna, con la speranza di consegnare «alla posterità un monumento d'imperitura memoria» (Bernardi, 1859). I lavori iniziano nel marzo del 1859 e pochi mesi dopo i Mechitaristi decidono l'apertura di un collegio-convitto con l'avvio del primo corso del ginnasio e della scuola reale di lingua italiana.