12 dicembre 2017
Aggiornato 09:00
Il 22 novembre 2017

Trieste, delirio in blu: Blue Man Group al Rossetti

Fila interminabile, il teatro è preso d'assalto da un uditorio che notoriamente non lesina curiosità ne critiche. Art-performance - tutto in uno - musica danza teatro giocoleria mimica effetti speciali - non manca niente

Trieste, delirio in blu: Blue Man Group al Rossetti (© Simone Di Luca)

TRIESTE - Due sole date in Italia - Milano e Trieste. Non poteva che essere il grande evento teatrale dell'anno! Blue Man Group from New York City alla conquista del pubblico europeo! E la prima al Politeama Rossetti non ha certamente deluso le aspettative. Pubblico in delirio sono le uniche due parole che potrebbero riassumere la serata.

Fila interminabile, il teatro è preso d'assalto da un uditorio che notoriamente non lesina curiosità ne critiche. Art-performance - tutto in uno - musica danza teatro giocoleria mimica effetti speciali - non manca niente. E quel tutto è dipinto di un solo colore. Uno spettacolo a chiare tinte -teen che non risparmia prese in giro all'arte contemporanea e all'alienazione tecnologica. Il trio americano, novelli mastrolindi con movenze alla Mister Bean e faccia blu, incanta la platea sin dai primi istanti con il classico copione comico del 2 contro 1 ed una mimica facciale asettica quanto coinvolgente. Bocche che si riempiono di colori per sputare improbabili tele futuriste, altre che ingoiano altrettanto improbabili materiali creativi al limite della bulimia, in parallelo con una società che divora tutto e tutti. Il pubblico, perlopiù under venti, è a dir poco scatenato e si lancia in competizione ogni qual volta c'è una scorribanda tra le poltrone alla ricerca di "vittime" per il gioco a venire.

Luci stroboscopiche, colori che esplodono, tanto tanto fumo (negli occhi!). Il prodotto finale è di indubbio successo! Percussioni ricavate da estetica idraulica, tubi di plastica vuoti il cui riverbero ci allaccia all'immaginario musicale della robotica: i Rockets, primi che ci vengono in mente. E ritmi incalzanti del primo Vangelis in un continuo ammiccare allo spettatore ed irriverenti, con lo sguardo di chi è appena capitato per caso sul pianeta terra. Sui maxi schermi passano messaggi ipnotici su ciò che il pubblico "deve" fare durante i concerti. E lo deve fare per forza tipo alzare le braccia al cielo o batter le mani: tutto ripetuto per filo e per segno come in una Norimberga del divertimento e dei comportamenti stereotipati. Operazione di omologazione (e presa in giro) della massa decisamente riuscita! Gran finale: raggi laser, un secondo prototipo di campane tubolari, enormi palloni gonfiabili che si palleggiano per tutto il teatro, coriandoli e stelle filanti, manca solamente il trenino samba da veglione di capodanno. E' delirio pop all'ennesima potenza. Si replica con altre tre date, ma come si suol dire: buona -anzi ottima - la prima!