12 dicembre 2017
Aggiornato 09:00
Era gestore di un bar in città

Trafficante d’armi e di droga preso in Albania: era ricercato dal 2005

Il provvedimento restrittivo si riferisce a un cumulo di pene per reati commessi durante la sua permanenza a Trieste tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni del nuovo millennio

Trafficante d’armi e di droga preso in Albania: era ricercato dal 2005 (© AdobeStock | Bits Splits)

TRIESTE - La scorsa settimana, la polizia di Tirana, in Albania, ha arrestato C.D., cinquantenne di origini campane destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Trieste.

Cooperazione internazionale
L’esecuzione della misura da parte della polizia albanese è stata possibile grazie a una tenace attività di ricerca dell’uomo, avviata dal Nucleo Investigavo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Trieste e condotta in stretta collaborazione con l’Interpol -  l'Ufficio dell'Esperto per la Sicurezza in Albania. La cooperazione internazionale di polizia ha reso possibile l’individuazione del 50enne e ha consentito alla Procura della Repubblica di Trieste l'emissione di una richiesta di estradizione, permettendo alla polizia Albanese di trarre in arresto il pregiudicato, che si trova ora detenuto in Albania, in attesa del trasferimento in Italia.

Un cumulo di pene per reati commessi durante la sua permanenza a Trieste
Il provvedimento restrittivo si riferisce a un cumulo di pene per reati commessi durante la sua permanenza a Trieste tra la fine degli anni ‘90 e i primi anni del nuovo millennio. L’uomo risulta infatti condannato in via definitiva per diversi crimini tra cui la cessione di una pistola a N.S., figlio del noto F.S., detto ‘Sandokan’, il più noto boss del clan dei casalesi, la compravendita di 16 mitragliette skorpion, 7 bombe a mano, 3 detonatori, 2 chili di esplosivo, una decina di pistole, spendita di una notevole quantità di  banconote false da 100.000 Lire, diversi episodi di spaccio di cocaina, concorso esterno ad associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti in appartamento, oltre a una violenza sessuale commessa in danno di una sua dipendente quando era gestore di un bar in città. L’operazione ha messo fine alla latitanza del C.D., che durava dal 2005.