12 dicembre 2017
Aggiornato 09:00
Il 28 novembre

Riprende da Trieste la tournée nazionale di Das Kaffeehaus

In scena, Mauro Malinverno, Ivan Zerbinati e tutti gli attori della Compagnia Stabile in uno spettacolo che intreccia il sortilegio di Venezia alle ombre dell’attualità. Lo spettacolo è una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, replica alla Sala Bartoli fino al 3 dicembre

Riprende da Trieste la tournée nazionale di Das Kaffeehaus (© Il Rossetti)

TRIESTE - Riprende alla Sala Bartoli di Trieste dal 28 novembre al 3 dicembre, per proseguire poi in tournée nazionale, la produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Das Kaffeehaus, che il genio drammaturgico di Rainer Werner Fassbinder crea sulla base della commedia settecentesca La bottega del caffé di Carlo Goldoni.

Lo spettacolo
Das Kaffeehaus – che il regista e autore teatrale e cinematografico tedesco mise in scena per la prima volta nel 1969 a Brema – ricrea La bottega del caffé di Goldoni. Dell’originale del 1750 non vengono traditi i sottotesti: com’è nelle corde di Fassbinder, artista inquieto, maledetto, e geniale, prevalgono le tinte fosche e lugubri, una crudeltà cinica che trova perfette assonanze nel nostro presente. A reinterpretarle, nella produzione dello Stabile, è ora Veronica Cruciani, fra le punte di diamante di una generazione di registi italiani che sa indagare con sensibilità e molteplicità di linguaggi le luci e le ombre del nostro tempo.

I personaggi
Incarnano i molti personaggi della commedia Mauro Malinverno (Pandolfo) e Ivan Zerbinati (Conte Leandro) quali attori ospiti e tutti gli attori del nucleo stabile Filippo Borghi (Eugenio), Ester Galazzi (Lisaura), Andrea Germani (Trappola), Lara Komar (Vittoria), Riccardo Maranzana (Ridolfo), Francesco Migliaccio (Don Marzio), Maria Grazia Plos (Placida). L’adattamento è stato curato dalla stessa Veronica Cruciani dalla traduzione di Renato Giordano, le scenografie sono di Barbara Bessi come pure gli affascinanti costumi. Riccardo Fazi ha creato la drammaturgia sonora mentre il disegno luci è firmato da Gianni Staropoli.  È una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.