22 maggio 2018
Aggiornato 23:30
L'evento

Ferriera di Servola, sabato incontro dibattito a Trieste

​​​​​​​Il MoVimento 5 Stelle Trieste è profondamente convinto che l'area a caldo della Ferriera di Servola debba essere chiusa, in quanto fonte evidente di inquinamento e danno ambientale per tutto il Golfo di Trieste e per le popolazioni residenti nei territori italiano e sloveno

Ferriera di Servola, sabato incontro dibattito a Trieste (© Diario di Trieste)

TRIESTE - Si intitola 'L'area a caldo della Ferriera di Servola non è il futuro di Trieste' la conferenza-dibattito organizzata dal Gruppo del M5S in Consiglio regionale sulla situazione presente e futura dell'impianto siderurgico di Servola in programma sabato 2 dicembre, a partire dalle ore 8.45, al Cinema Ariston in viale Romolo Gessi 14.

Il MoVimento 5 Stelle Trieste è profondamente convinto che l'area a caldo della Ferriera di Servola debba essere chiusa, in quanto fonte evidente di inquinamento e danno ambientale per tutto il Golfo di Trieste e per le popolazioni residenti nei territori italiano e sloveno. In questo senso, sia nei Comuni di Trieste e Muggia, sia a livello regionale, i portavoce del M5S hanno sempre condotto battaglie a difesa della salute e dell'ambiente, anche nei rispettivi organi istituzionali, mentre i partiti al governo della Regione (Pd) e Comune di Trieste (Forza Italia-Lega) hanno fatto dell'inutilità e dell'assenza di misure concrete contro inquinamento e inquinatori la loro bandiera, cercando di anestetizzare la popolazione con varie miscele di chiacchiere a vuoto, provvedimenti inefficaci e assenza di sanzioni a carico del Gruppo Arvedi anche in evidenti situazioni in cui queste sanzioni sarebbero state sacrosante. L'evento di sabato, moderato da un giornalista del Fatto Quotidiano, si propone di analizzare lo stato attuale della Ferriera di Trieste, raccogliendo una serie di relatori altamente qualificati per svolgere un'analisi a tutto tondo dell'impianto e delle situazioni ambientali e lavorative ad esso collegate. Dopo una breve introduzione ai lavori a cura degli organizzatori, un'esponente dell'Associazione NoSmoG, nata a salvaguardia della salute dei cittadini di Trieste, parlerà dell'impianto produttivo e delle sue caratteristiche, evidenziando poi tipologia e - per quanto possibile - ammontare delle emissioni in funzione delle varie produzioni. Due ingegneri di produzione dell'impianto siderurgico Voeastalpine di Linz (Austria) descriveranno poi il percorso di ambientalizzazione seguito dal loro impianto dagli anni '80 a oggi. Tale percorso è riuscito a ridurre le emissioni in modo sostanziale, rendendo l'impianto compatibile con la città di Linz nella quale l'impianto siderurgico è integrato. Verranno sottolineati sia i tempi che i costi che sono stati necessari per arrivare a questo importante risultato.

Inoltre i portavoce del M5S in Consiglio regionale e nei Consigli comunali di Trieste e di Muggia relazioneranno sulle attività svolte nei rispettivi organi per evidenziare le problematiche ambientali e di salute generate dalla Ferriera e per stimolare le amministrazioni a prendere provvedimenti in materia. Un tecnico di un'azienda inglese specializzata in bonifiche di terreni pesantemente inquinati relazionerà su come sia possibile bonificare un terreno rispetto a idrocarburi e metalli pesanti (i principali componenti delle emissioni della Ferriera), in termini di tempi, costi e procedure da seguire. Un consigliere comunale del M5S Trieste, componente della Commissione attività produttive, descriverà quindi le possibili alternative, in termini lavorativi, all'area a caldo della Ferriera. In dettaglio, formulerà ipotesi basate sia sul possibile sviluppo del laminatoio a freddo che sulle attività di bonifica dei terreni su cui sorge la Ferriera. Verranno anche considerati possibili e alternativi impieghi industriali dei terreni su cui sorge l'impianto, evidenziando opportunità in termini economici e lavorativi e problematiche pratiche di una riconversione dell'area alla luce di esperienze similari condotte in aree portuali con annesse zone franche di altri Paesi europei ed extra-europei. La conferenza si chiuderà con una tavola rotonda, che prevederà domande poste dal pubblico. Gli organizzatori trarranno infine le conclusioni dei lavori, riassumendo i vari interventi e cercando di fornire ai partecipanti il quadro generale dell'urgenza e delle opportunità insite nella ormai indifferibile riconversione dell'area e nel reimpiego dei suoi lavoratori.