19 ottobre 2018
Aggiornato 06:30

Trieste capitale della scienza per gli Esof 2020

«Sono almeno tre le ragioni per le quali Esof 2020 ha tutte le carte in regola per il successo». Queste le parole di Loredana Panariti
Trieste capitale della scienza per gli Esof 2020
Trieste capitale della scienza per gli Esof 2020 (Adobe Stock)

FVG - «Sono almeno tre le ragioni - come ha evidenziato l'assessore alla Ricerca del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti, intervenendo a Roma alla presentazione dell'Euroscience Open Forum in programma a Trieste tra poco più di due anni - per le quali l'edizione di Esof 2020, ovvero Trieste Capitale europea della scienza, ha tutte le carte in regola per poter essere un successo».

Motivazioni storiche  culturali
In primo luogo, secondo Panariti, tutto si fonda su risorse garantite. «Lo stanziamento votato ieri alla Camera di 1,2 milioni di euro in tre anni che adesso dovrà passare al vaglio del Senato - ha spiegato l'assessore - si somma infatti al milione di euro garantito dalla Regione oltre ai 250mila euro già finanziati. C'è poi l'accordo - ha aggiunto Panariti - per la valorizzazione del patrimonio scientifico del Friuli Venezia Giulia sottoscritto tra Regione, ministero Istruzione, Università e Ricerca e ministero degli Affari esteri. Infine c'è il passato di Trieste, quello che nel Settecento vide la costruzione del benessere attraverso uno sviluppo dell'economia cittadina ispirato alla conoscenza e alla  fiducia». Panariti, riprendendo quello che è stato lo slogan della candidatura vincente di Trieste, 'Freedom for science, science for freedom', ha ribadito il concetto di libertà declinato al regime di porto franco, dal momento che la manifestazione verrà ospitata negli spazi del Porto Vecchio.

Un'occasione per collaborare 
Non ultimo, infine, come ha affermato l'assessore, il fattore legato all'inclusività dell'edizione triestina di Esof 2020 che, a conferma dell'esistenza di una rete che si allarga e che va oltre i confini della regione, coinvolge i Paesi dell'area balcanica. Di una scienza e di una ricerca che debbono diventare un punto di forza del Paese ha parlato Luigi Nicolais, consigliere scientifico del ministro Valeria Fedeli. Nel dettaglio, Nicolais ha spiegato che la scelta di Trieste non è stata casuale in quanto motivata dalla vocazione di un
territorio ad alta densità scientifica dove opera un numero record di ricercatori. Anche il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Massimo Inguscio, ha espresso grande soddisfazione per il successo della candidatura di Trieste. Oltre a ciò ha ricordato
gli oltre 100 ricercatori del Cnr presenti a Trieste e i rapporti che lo stesso Cnr ha instaurato con gli istituti di ricerca dell'Europa centro-orientale, in particolare con Maribor in Slovenia e con Budapest in Ungheria. «Trieste - ha rimarcato Inguscio - era l'unico posto dove si poteva vedere, ai tempi della guerra fredda, uno scienziato americano dialogare con uno sovietico a testimonianza del ruolo speciale della città che, fin da allora, ha avuto un profilo votato alla diplomazia scientifica».

I giovani al centro dell'iniziativa
«L'Italia si deve accorgere di Trieste, del suo potenziale e della sua specificità», ha detto il presidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare, Fernando Ferroni, il quale ha sottolineato come lo svolgimento nel capoluogo giuliano di Esof 2020 rappresenti una vittoria anche per il Paese e come tale deve essere comunicata all'esterno. «La forza di questa manifestazione - ha affermato Ferroni - e quella di attrarre tanti giovani che avranno modo di conoscere la città e le realtà scientifiche che ospita». In conclusione, proprio sui giovani ha insistito il presidente della Fondazione internazionale Trieste, Stefano Fantoni, il quale ha dichiarato che uno degli obiettivi di Esof 2020 è quello di far partecipare all'evento tanti studenti per proiettare quello che sarà il loro futuro, ovvero le nuove professioni che si svilupperanno nei prossimi anni e che adesso ancora non esistono sul mercato. Fantoni ha ribadito quello che sarà un altro dei principali temi della manifestazione, «lo sviluppo sostenibile che la comunità scientifica ha il dovere di tenere tra i primi posti dell'agenda per sensibilizzare i governi su una materia che è strettamente connessa all'ecosistema e al futuro del pianeta».