22 maggio 2018
Aggiornato 23:00
Appuntamenti

Eventi a Trieste, ecco cosa fare giovedì 14 dicembre

Dal teatro, alla musica, ai libri; ecco che cosa vi attende questa sera in città e i momenti da non perdere

Trieste, ecco cosa fare giovedì 14 dicembre (© zakaz86 - shuterstock.com)

TRIESTE – Dai concerti, agli spettacoli a teatro, fino agli incontri con i libri; ecco qualche consiglio per organizzare la vostra serata e non lasciarvi sfuggire gli appuntamenti più interessanti.

A teatro
Al Teatro Miela, alle 21, «On/off Andy Warhol superstar». Lo spettacolo indaga la biografia intima di Andy a confronto con quella pubblica: la sua curiosità per tutto ciò che era trasgressivo ed estremo e la sua fede cattolica, il rapporto con la madre, con gli Usa, con i soldi e il potere, con il sesso e la castità. La sua vita è una fiaba sinistra in cui un bambino povero è trasformato in un principe delle tenebre che soccombe alla solitudine e alla tristezza, in mezzo ad una folla stravagante di cortigiani pazzi. Oppure Andy fu uno straordinario self made man capace di costruirsi un’immagine pubblica in grado di vendere milioni di dollari? 

Musica live
Al Round Midnight, alle 22, «Drumlando». Si distingue per la sensibilità, l'originalità e l'intenzione precisa che dimostra quando suona, caratteristiche che si riflettono direttamente nella musica che scrive. Assieme a lui sul palco altri due mostri del loro strumento i migliori successi di Marco D'Orlando in un'unica serata e non solo...ad accendervi gli animi ci saranno i maestri dell'amore (Francesco De Luisa) e del mistero(Alessandro Turchet). Francesco De Luisa – Pianoforte, Alessandro Turchet – Contrabbasso, Marco D'Orlando - Batteria e comp.

Appuntamento con le stelle
Continua il progetto «Sinapsi - Connecting Stars», con una nuova serata di osservazioni astronomiche. I nostri volontari vi guideranno nella visita alla Specola Margherita Hack della Stazione Osservativa di Basovizza di Inaf Osservatorio Astronomico di Trieste e, insieme agli astronomi dell'Osservatorio, vi racconteranno le bellezze del cielo, dai crateri della Luna agli ammassi stellari. La serata è aperta a tutti ma, data la dimensione della Specola, il numero massimo di partecipanti è 22. L'ingresso alla Specola avrà un costo di 5 € a persona (a seconda del numero esatto di partecipanti), da pagare sul momento al personale dell'Osservatorio.

Concerti
Al Mast alle 21.30, live di «Agrakal» che tornano a cavalcare la cresta dell'onda con un nuovo tour dal titolo: «Personaggi». Dopo due anni e una trentina di spettacoli passati a raccontare il Mediterraneo e le vite degli uomini che lo attraversano, gli Agrakal sono ritornati a Terra. Si sono seduti con un vecchio quaderno ed una matita e hanno cominciato a suonare le piccole cose. Negli angoli del mondo hanno incontrato personaggi originali e strampalati, hanno ascoltato carillon, rullanti e antiche chitarre. Le ballate hanno incontrato le favole, le sonorità balcaniche si sono unite ai valzer viennesi, suoni circensi hanno scherzato con ritmi latini e la musica del mare si è riversata nei ricordi di un vecchio marinaio. Nella nuova formazione Luca Innocenti salta dal rullante al cajon, dal tamburo a cornice alla grancassa, guarnito da maracas, shekerè e cembali. I bassi di Andrea Pribaz coccolano ogni cosa con arrangiamenti delicati, quasi contrabbassistici, donando al sound quel qualcosa di antico. Le chitarre di Giovanni Zacchigna divengono sempre più profonde: eleganti negli arpeggi, possenti nelle ritmiche; corposo letto su cui si appoggia la voce fumosa di Andrea Zacchigna che colora appena l’atmosfera con chitarra classica e mandolino.

Libri
Alle 18.30 presso l' Antico Caffè San Marco, Peppe Dell'Acqua presenta il libro «Parla Mia paura» dialogando con l'autrice, Simona Vinci Poche volte come in questo libro il dolore diventa carne viva e incandescente, racconto sincero di un'esperienza che nasce autobiografica e si fa subito universale. Simona Vinci si immerge nella propria paura e cerca un linguaggio per confessarla. L'ansia, il panico, la depressione spesso restano muti: chi li vive si sente separato dagli altri e incapace di chiedere aiuto. Ma è solo accettando di «rifugiarsi nel mondo» e di condividere la propria esperienza che si sopravvive. La stanza protetta dell'analista e quella del chirurgo estetico, che restituisce dignità a un corpo di cui si ha vergogna, l'inquietudine della maternità, la rabbia della giovinezza, fino allo strappo iniziale da cui forse tutto ha avuto origine. Scavando dentro sé stessa, Simona Vinci ci dona uno specchio in cui rifletterci. Si affida alle parole perché «le parole non mi hanno mai tradita». Perché nella letteratura, quando la letteratura ha una voce cosí nitida e intensa, tutti noi possiamo trovare salvezza. Simona Vinci ha vinto il Premio Campiello 2016 con La prima verità. È cominciata con la paura. Paura delle automobili. Paura dei treni. Paura delle luci troppo forti. Dei luoghi troppo affollati, di quelli troppo vuoti, di quelli troppo chiusi e di quelli troppo aperti. Paura dei cinema, dei supermercati, delle poste, delle banche. Paura degli sconosciuti, paura dello sguardo degli altri, di ogni altro, paura del contatto fisico, delle telefonate. Paura di corde, lacci, cinture, scale, pozzi, coltelli. Paura di stare con gli altri e paura di restare da sola. Nel posto in cui vivevo allora arrivava il richiamo lacerante dei piccoli rapaci notturni nascosti tra i rami degli alberi. Di notte, l'inferno indossava la maschera peggiore. Di notte, quando nelle case intorno si spegnevano tutte le luci, tutte le voci, quando sulla strada il fruscio delle automobili e dei camion si assottigliava.