19 ottobre 2018
Aggiornato 07:00

Balcani: per Trieste ruolo di cerniera e di centro decisionale

Il vicepresidente della Regione Bolzonello è intervenuto al convegno 'Noi e i Balcani Occidentali. Lo spirito di Trieste alla prova dei fatti'
Balcani: per Trieste ruolo di cerniera e di centro decisionale
Balcani: per Trieste ruolo di cerniera e di centro decisionale (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «Trieste non va considerata solo la città sede ideale di eventi e forum come quello sui Balcani occidentali, ma deve diventare il luogo dove si esercitano le decisioni su questo scacchiere d'Europa, ricco di opportunità e al contempo di criticità irrisolte, e la città dove i contatti si devono tradurre in confronti da cui scaturiscono poi le decisioni». Lo ha affermato il vicepresidente della Regione Sergio Bolzonello, che è intervenuto a Trieste al convegno 'Noi e i Balcani Occidentali. Lo spirito di Trieste alla prova dei fatti', promosso dall'associazione Dialoghi Europei con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia alla 'Sala Tessitori' del Consiglio regionale.

«Il vertice di luglio sui Balcani - ha ricordato Bolzonello - ha mostrato bene che cosa significhi organizzare a Trieste un summit di tale portata e il ruolo straordinario di cerniera e di esempio di buone azioni che questa città può esercitare. Occorre lavorare perché Trieste diventi ancora più centrale rispetto agli snodi che riguardano una zona di straordinaria importanza per il futuro dell'Europa». Il confronto alla Sala Tessitori si è aperto con un ricordo di Marino Vocci, figura di intellettuale e politico aperto e lungimirante, di recente scomparso. Paolo Gozzi, di Dialoghi Europei, ha osservato che lo «spirito di Trieste» è una formula coniata dagli osservatori del vertice sui Balcani Occidentali per il successo che l'iniziativa ha registrato, ma che richiede ora di essere coltivata e sviluppata da tutte le istituzioni e i soggetti attivi sul territorio. Per far sì che lo «spirito di Trieste» emerso dal vertice estivo non rimanga qualcosa di estraneo alla città, serve, secondo Gozzi, «lavorare con umiltà».

«Non occorrono grandi risorse finanziarie ma conoscitive, risorse umane che favoriscano il trasferimento di conoscenze ed eccellenze». In altri termini «è il capitale umano che deve essere posto a servizio dei Balcani Occidentali» a partire da Trieste e dal suo complesso di attitudini e conoscenze riconosciute a livello internazionale.