24 ottobre 2018
Aggiornato 03:00

Serracchiani: «La regione è tornata a essere speciale». E lancia il bonus anti denatalità

Conferenza stampa di fine anno e di fine mandata per la giunta regionale. Ecco gli obiettivi raggiunti dai vari assessori referato per referato
Serracchiani: «La regione è tornata a essere speciale». E lancia il bonus anti denatalità
Serracchiani: «La regione è tornata a essere speciale». E lancia il bonus anti denatalità (Regione Friuli Venezia Giulia)

FVG – Missione compiuta. Per la presidente della Regione Debora Serracchiani la regione Friuli Venezia «è tornata a essere speciale», citando lo slogan che, nel 2013, accompagnò la sua campagna elettorale. L’occasione per fare il punto sull’attività del 2017 e su quella degli ultimi 5 anni è stata la conferenza stampa di fine anno, organizzata venerdì 22 dicembre nella sede della Regione, a Trieste. «Mi ritengo soddisfatta, visto che gli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti – ha aggiunto Serracchiani –. Le priorità su cui abbiamo lavorato sono state la qualità della vita (il sistema delle riforme, l’odontoiatria sociale, il sostegno al reddito), le infrastrutture (terza corsia, polo intermodale di Ronchi, porto franco di Trieste) e il taglio dei costi della politica (abolizione dei vitalizi e taglio del 40% delle indennità)». Serracchiani, in particolare, si è soffermata sul tema delle infrastrutture, citando i 1.384 milioni di euro erogati (207 milioni dei quali per la viabilità regionale) grazie anche allo stretto rapporto con il governo nazionale.

In sintesi l’attività degli assessori
In estrema sintesi, l’assessore Sandra Telesca ha ricordato la riorganizzazione del sistema sanitario regionale, confermando la bontà della riforma messa in atto e snocciolando una serie di numeri: i 10.201 milioni di euro erogati o i 548 milioni di euro investiti nelle strutture sanitarie, «tutto ponendo sempre al centro – ha chiarito l’assessore – il cittadino e il suo benessere». Maria Grazia Santoro ha posto l’accento sulla rigenerazione del patrimonio edilizio  (460 milioni di euro erogati), con l’attivazione di 30 sportelli risposta-casa, la ridefinizione delle politiche Ater e il piano straordinario per rendere le scuole sicure. Cristiano Shaurli ha parlato di agricoltura di qualità, con 194 milioni di euro erogati (più 30% per il Psr), con l’obiettivo di dare più valore ai prodotti con nuove denominazioni di qualità («i risultati si cominciano a vedere, basta consultate i dati sull’export»). Paolo Panontin si è soffermato sugli enti locali, con 1.820 milioni di euro erogati. «Abbiamo completamente riformato il sistema degli enti locali partendo dal superamento delle Province, con il conseguimento di rilevanti risparmi, fino ad arrivare alla fusioni dei Comuni». L’assessore ha citato anche la riforma del comparto unico, la modifica del Cal e il taglio dei costi della politica, gli investimenti sulla sicurezza (11 milioni di euro), l’operatività della Protezione Civile Fvg. Sara Vito è intervenuta sul tema ambiente: «Cinque anni di grande lavoro, con 516 milioni di euro erogati, considerando l’ambiente come settore di competitività». Interventi mirati sul dissesto idrogeologico, la depurazione delle acque, i piani su rifiuti speciali e energia, la bonifica anti-amianto tra le attività messe in atto. Gianni Torrenti si è detto soddisfatto per aver raggiunto gli obiettivi dati a inizio mandato, sia per la Cultura che per lo Sport, e ha annunciato due novità per il 2018: l’aumento del 50% delle risorse per le biblioteche e lo sviluppo tecnologico dei musei. Debora Serracchiani ha preso la parola per fare un bilancio sulla montagna (60 milioni di euro per azioni Leader, il completamento della pista ciclabile Alpe Adria, il finanziamento di viabilità come la statale 52 Bis Carnica, il lavoro su malghe e rifugi) e sulle relazioni internazionali (26 i parternariati avviati e consolidati, con viaggi, tra gli altri, in Cina, Iran, Usa e nei Balcani. A Trieste ci sono stati due vertici internazionali, a Udine il G7 delle Università, senza dimenticare il rafforzamento degli Interreg con la Slovenia). Francesco Peroni ha definito il Fvg una «regione virtuosa», che ha saputo passare «da un approccio statico-inerziale a uno dinamico». L’assessore ha citato il saldo netto di 350 milioni di euro con il Patto Padoan-Serracchiani e il rating AA- della Regione. «Risultati merito dell’esercizio virtuoso della nostra autonomia», ha concluso. Loredana Panariti si è soffermata sul Lavoro, sui Giovani, sull’Istruzione, con 457 milioni di euro erogati. Sergio Bolzonello ha esordito ricordando i numeri del 2013 con la crisi: «In quei mesi abbiamo cercato di trasformare ogni difficoltà in opportunità per il futuro, metodo che ha consentito di arrivare alla riforma Rilancimpresa». Il vicepresidente ha fatto riferimento ai Fondi europei, al tema dell’innovazione («le imprese che hanno partecipato ai bandi hanno dato vito a 1.100 posti di lavoro certificati»), al sostegno alle aziende, con 302 milioni di euro erogati. Un riferimento particolare al Turismo, in crescita costante a partire dal 2014. «Un risultato frutto delle azioni ‘straordinarie’ messe in campo».

La chiusura di Serracchiani con la lotta alla denatalità
A chiudere è stata Serracchiani, con lo slogan «una regione in cui restare». Dal 2014 al 2015 (-14,5%) e tra 2015 e 2016 (-7,3%) la regione Fvg è l’unica in Italia in cui le cosiddette partenze dei giovani hanno un segno meno. «Fatto di straordinaria importanza – ha rimarcato Serracchiani – perché dimostra che i giovani trovano opportunità qui». La presidente ha quindi svelato una proposta «copiata» dall’Alto Adige per la lotta alla denatalità: dare 200 euro al mese per 3 anni per ogni figlio nato alle famiglie residenti in Fvg con un limite dell’Isee pari a 70 mila euro. L’obiettivo però, è riuscire ad andare oltre i 3 anni di vita del bambino, accompagnando il sistema famigliare per almeno un ciclo completo di studi. «Non è assistenza ma una sorta di patto che facciamo con la famiglia», ha chiosato Serracchiani. Una proposta su cui la giunta ha già cominciato a lavorare, che sarà una delle proposte della campagna elettorale del centrosinistra.