16 agosto 2018
Aggiornato 16:00

La legislatura delle infrastrutture

«L'investimento che è stato fatto sulle infrastrutture in questi cinque anni è una delle spinte di maggiore attrazione per il Friuli Venezia Giulia»
La legislatura delle infrastrutture
La legislatura delle infrastrutture (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - «L'investimento straordinario per il presente e il futuro che è stato fatto sulle infrastrutture in questi cinque anni è una delle spinte di maggiore attrazione per il Friuli Venezia Giulia». Lo ha affermato la presidente della Regione Debora Serracchiani nella conferenza stampa di fine anno che si è tenuta oggi a Trieste.

La legistratura delle infrastrutture 
«E' stata la legislatura delle infrastrutture», ha osservato la presidente, che ha ricordato i 1.384 milioni di euro erogati in questo settore dal 2013 al 2018. «Il punto di fondo - ha osservato Serracchiani - era reperire i soldi per realizzare e concludere progetti che questa regione attendeva da tanto tempo». La presidente della Regione ha indicato in maniera analitica, in una scheda, i tempi di realizzazione delle opere infrastrutturali e i costi, evidenziando il lavoro svolto dell'assessore alle Infrastrutture e Territorio Mariagrazia Santoro. Tema cardine la terza corsia dell'A4 Venezia-Trieste, l'opera più massiccia per la viabilità su gomma: il terzo lotto, il primo stralcio del quarto lotto e il primo stralcio del secondo lotto saranno ultimati nel 2020, per una spesa di 659 milioni di euro. Verranno terminati già nel 2018, invece, il Polo intermodale di Ronchi (17,2 milioni), il Ponte sul Torre (32 milioni) e la fase propedeutica della velocizzazione della tratta ferroviaria Venezia-Trieste (30 mln). Entro il 2019 saranno pronti la Variante di Dignano (2,6 mln), la Tangenziale di Pordenone (38,5
mln), la Circonvallazione di San Vito al Tagliamento (16,7 mln), gli interventi sull'Interporto di Pordenone e la prima tranche operativa dell'ampliamento del Molo VII (terminal contenitori) nel porto di Trieste.

Grandi opere 
Il 2020 sarà un anno importante non solo per la terza corsia dell'A4: è questa la data per vedere conclusi il potenziamento del nodo ferroviario di Campo Marzio a Trieste (78 mln) e la messa in sicurezza della SS52 bis (63 mln), arteria chiave della viabilità nel territorio montano. La Tangenziale di Udine, del costo di 142 milioni, sarà completata nel 2021. Indicati anche i tempi e costi di due impegnative infrastrutture ferroviarie dal carattere strategico: l'adeguamento del nodo di Udine al Corridoio Adriatico Baltico, da realizzare entro il 2023 per un costo di 51,9 milioni, e il potenziamento (velocizzazione e varianti) della linea Venezia-Trieste, che richiede 1800 milioni e la cui prima fase di lavori è prevista entro il 2026. Tra i risultati qualificanti del mandato, Debora Serracchiani si è soffermata anche sull'attuazione del porto franco di Trieste, di cui ha rimarcato il valore generale. «E' un grimaldello che apre le porte a tutta la piattaforma logistica del Friuli Venezia Giulia - ha spiegato la presidente della Regione -. Pensiamo solo al fatto che al sistema dei porti si collega la stessa piattaforma dell'agroalimentare di Udine», il cui progetto è stato ufficialmente presentato in maniera dettagliata lo scorso 16 dicembre.