21 agosto 2018
Aggiornato 15:00

La lotta contro la denatalità di Debora Serracchiani

Un aiuto mensile di 200 euro al mese per tre anni per ogni figlio, che vada ad affiancarsi ai servizi offerti alle famiglie e introdotti in questa legislatura
La lotta contro la denatalità di Debora Serracchiani
La lotta contro la denatalità di Debora Serracchiani (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Un aiuto mensile di 200 euro al mese per tre anni per ogni figlio, che si vada ad affiancare ai servizi offerti alle famiglie e introdotti in questa legislatura, quali abbattimento delle rette degli asili nido, carta famiglia, misura attiva di sostegno al reddito, contributo al trasporto pubblico e all'acquisto di testi scolastici.

Un aiuto alle famiglie
Lo ha annunciato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, nel corso della tradizionale Conferenza stampa di fine anno in cui è stato anche tracciato il bilancio della legislatura, avviata nel 2013. «Il tema denatalità è una delle più rilevanti emergenze nazionali, che tocca molto anche il Friuli Venezia Giulia - ha sottolienato la presidente - per cui, anche in sintonia con l'appello dei vescovi, quelli di Trieste e di Udine in particolare - abbiamo deciso di impegnarci su questo aspetto». Serracchiani ha reso noto che la proposta «parte dal modello attuato in Alto Adige e intende ampliarlo». La convinzione è, dunque, che offrendo servizi alle famiglie, nonché un sostegno
economico, una coppia può pensare di avere dei figli e, parallelamente, mantenere l'impegno lavorativo di entrambi i genitori.

Una sucessiva fase del contributo
I criteri di accesso immaginati per concedere il contributo mensile di 200 euro, e annunciati oggi, consistono nella residenza in regione secondo quanto già previsto dalla misura attiva di sostegno al reddito e un limite Isee fino a 70 mila euro. Non solo. Serracchiani pensa anche ad una seconda fase. «Andare oltre il limite dei tre anni e rilanciare con un progetto più ampio che si leghi ad esempio a quanto previsto a livello nazionale dallo ius culturae, ovvero concedere la stessa somma fino al completamento del ciclo di studi del bambino o della bambina».