27 maggio 2018
Aggiornato 01:30
politica

La lotta contro la denatalità di Debora Serracchiani

Un aiuto mensile di 200 euro al mese per tre anni per ogni figlio, che vada ad affiancarsi ai servizi offerti alle famiglie e introdotti in questa legislatura

La lotta contro la denatalità di Debora Serracchiani (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Un aiuto mensile di 200 euro al mese per tre anni per ogni figlio, che si vada ad affiancare ai servizi offerti alle famiglie e introdotti in questa legislatura, quali abbattimento delle rette degli asili nido, carta famiglia, misura attiva di sostegno al reddito, contributo al trasporto pubblico e all'acquisto di testi scolastici.

Un aiuto alle famiglie
Lo ha annunciato la presidente della Regione, Debora Serracchiani, nel corso della tradizionale Conferenza stampa di fine anno in cui è stato anche tracciato il bilancio della legislatura, avviata nel 2013. «Il tema denatalità è una delle più rilevanti emergenze nazionali, che tocca molto anche il Friuli Venezia Giulia - ha sottolienato la presidente - per cui, anche in sintonia con l'appello dei vescovi, quelli di Trieste e di Udine in particolare - abbiamo deciso di impegnarci su questo aspetto». Serracchiani ha reso noto che la proposta «parte dal modello attuato in Alto Adige e intende ampliarlo». La convinzione è, dunque, che offrendo servizi alle famiglie, nonché un sostegno
economico, una coppia può pensare di avere dei figli e, parallelamente, mantenere l'impegno lavorativo di entrambi i genitori.

Una sucessiva fase del contributo
I criteri di accesso immaginati per concedere il contributo mensile di 200 euro, e annunciati oggi, consistono nella residenza in regione secondo quanto già previsto dalla misura attiva di sostegno al reddito e un limite Isee fino a 70 mila euro. Non solo. Serracchiani pensa anche ad una seconda fase. «Andare oltre il limite dei tre anni e rilanciare con un progetto più ampio che si leghi ad esempio a quanto previsto a livello nazionale dallo ius culturae, ovvero concedere la stessa somma fino al completamento del ciclo di studi del bambino o della bambina».