20 gennaio 2018
Aggiornato 13:30
L'indagine

Bullismo: in Fvg uno studente ogni due riceve offese via web

Studio della Regione sul fenomeno: il 30% dei ragazzi intervistati ammette di aver visto pubblicate online informazioni relative alla propria privata

Bullismo: in Fvg uno studente ogni due riceve offese via web (© Adobe Stock)

FVG - In Friuli Venezia Giulia circa la metà degli studenti delle scuole secondarie ha ricevuto messaggi offensivi tramite strumenti di comunicazione digitale, come il web o i social network, ma allo stesso modo uno studente ogni due ammette di aver inviato messaggi offensivi pur sapendo che si tratta di comportamenti scorretti. E' il dato piů evidente che emerge dallo studio 'Cyber bullying and social influence: prime evidenze empiriche in Friuli Venezia Giulia' sviluppato dall'Università di Trieste e presentato nell'ambito della 'Giornata di studio sui modelli di intervento sperimentali per la prevenzione del bullismo e del cyber bullismo', promossa dalla Regione, alla quale ha partecipato, tra gli altri, l'assessore regionale al Lavoro, Formazione, Istruzione e Politiche giovanili.

Intervistati 3.511 studenti
Come è stato evidenziato durante la giornata di studio, quello del bullismo anche online, è un fenomeno in merito al quale in Friuli Venezia Giulia, anche grazie alle azioni sostenute dalla Regione (che ha messo in campo circa un milione di euro distribuiti in varie progettualità e in piů anni) sono stati fatti rilevanti passi avanti, puntando in particolare sull'innovazione, la messa in rete delle iniziative sul territorio e la condivisione delle esperienze e delle buone prassi. In particolare sono stati ricordati e citati come best practice il protocollo di intesa del 'progetto regionale di promozione del cyberbenessere e di contrasto del cyberbullismo' e l'attivazione di 'CyBus-Cyber bullying and social influence', iniziativa che ha permesso di raccogliere dati sul fenomeno, ma anche di comprendere le modalità attraverso le quali in un gruppo di pari si possono sviluppare comportamenti di bullismo. Lo studio è stato condotto tra aprile e maggio 2017, tramite la compilazione online di un questionario, su un campione di 3.511 studenti (di ambo i sessi) delle scuole secondarie della Regione (2.078 della provincia di Udine, 591 di Trieste, 207 di Gorizia, 503 di Pordenone, ai quali si aggiungono 132 ragazzi che hanno preferito non dichiarare l'area di residenza) dei quali: 992 liceali, 586 frequentanti istituti tecnici, 1.237 istituti professionali, 578 enti professionali e 118 che hanno preferito non specificare la propria scuola. Nello specifico poco piů del 50% degli intervistati dichiara di aver ricevuto messaggi offensivi e circa il 30% di aver visto pubblicate online informazioni relative alla propria privata (percentuale che sale al 40% quando si tratta di fotografie), mentre circa il 35% spiega di essere stato emarginato e circa il 15% di aver subito 'furti d'identità digitale'. Analizzando la questione da un altro punto di vista, poco piů del 50% dei ragazzi ammette di inviare messaggi offensivi e di pubblicare online informazioni relative alla vita di altre persone (percentuale che cala a meno del 40% quando si tratta di fotografie private), mentre solo uno su quattro ammette di essersi finto qualcun altro sul web e meno del 30% confessa di attuare comportamenti emarginatori.

C'è consapevolezza su quanto si sta facendo
Per quanto riguarda la conoscenza della normativa la maggior parte degli intervistati (oltre 90%) è a conoscenza del fatto che rubare le credenziali d'accesso al web di qualcun altro è illegale, allo stesso modo di pubblicare notizie false su qualcuno (poco meno del 90%) o di molestare con ripetuti messaggi di minaccia (piů del 90%). Allo stesso modo la maggior parte degli intervistati è conscia che queste azioni possono avere conseguenze legali molto gravi. In quest'ottica assumono quindi particolare rilevanza le azioni attuate dalla Regione per consentire ai numerosi soggetti attivi nel contrasto del bullismo, dal mondo della scuola e della formazione professionale fino ai servizi sociali, di lavorare in maniera sinergica e attivare tutte le risorse presenti sul territorio per comprendere appieno il fenomeno e di conseguenza progettare attività preventive e di contrasto, ma anche l'integrazione tra i progetti esistenti. Un'attività che la Regione ritiene particolarmente importante perché consente di operare in maniera coordinata nello sviluppo di soluzioni innovative e non attraverso iniziative una tantum.