22 settembre 2019
Aggiornato 16:00
Bilancio

Cybercrime, Pedopornografia: sempre più complessa l'attività della polizia postale

Lo sforzo, nel 2017, è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale
Cybercrime, Pedopornografia: sempre più complessa l'attività della polizia postale
Cybercrime, Pedopornografia: sempre più complessa l'attività della polizia postale Shutterstock

FVG - In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della polizia postale e delle comunicazioni, nell’anno 2017, è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati che, anche a fronte della direttiva del Ministro dell’Interno del 15 Agosto 2017, sono di precipua competenza di questa Specialità.

Pedopornografia
Dalle complesse operazioni di prevenzione, è scaturita una assidua attività di monitoraggio contro il fenomeno della pedopornografia sulla rete, che ha visto coinvolti ben 2046 siti internet, di cui 13 inseriti in black list (dunque resi irraggiungibili dalle connessioni effettuate sul territorio italiano). Si conferma, purtroppo, la rilevanza del fenomeno dell’adescamento di minori online, con il deferimento all’autorità giudiziaria di sette soggetti.

Reati contro la persona in aumento
Un sensibile aumento, rispetto al 2016, è ravvisabile in materia di reati contro la persona commessi con il mezzo informatico (come diffamazione, molestie, trattamento illecito di dati personali, sostituzione di persona) per i quali sono state denunciate ben 24 persone.

La Bec fraud, cresce
Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. Sempre più rilevanza, anche in ambito regionale, sta assumendo il fenomeno denominato Bec fraud (business e-mail compromise) o «man in the middle», in cui l’attaccante, dopo aver guadagnato informazioni relative alle attività dell’azienda (come d esempio il pagamento fatture a certi fornitori) fa pervenire alla vittima una e-mail confezionata ad arte in modo da dirottare il pagamento verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. A tal proposito, le attività complessive relative a fenomeni di «financial cybercrime» trattate sono state 694, di cui ben 28 relative al fenomeno Bec. «La tempestività della denuncia nel caso di BEC è fondamentale – dichiara la dott.ssa Alessandra Belardini, Dirigente del Compartimento - , in quanto aumenta la possibilità di recuperare le somme illecitamente sottratte all’azienda grazie all’uso di piattaforme in collaborazione con il mondo bancario». Vi è comunque da sottolineare che la difficoltà di recupero del denaro è dovuta alla polverizzazione dello stesso su più conti situati all’estero. «Fondamentale resta pertanto per le aziende l’attenzione da porre sulle caselle di posta elettronica e sulle email contenenti allegati, privilegiando il rapporto diretto anche telefonico con l’interlocutore per accertare la veridicità delle fatture allegate», continua la dott.ssa Belardini.

Cyberterrorismo
Nell’anno 2017, inoltre,  il compartimento di polizia postale e delle comunicazioni Fvg ha implementato ulteriormente e sistematicamente il monitoraggio del web contro il fenomeno del cyberterrorismo, mediante la collaborazione con altri organi di polizia e il raccordo del servizio polizia postale e delle comunicazioni di Roma, ai fini di prevenzione e contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica.

Radicalizzazione
L’attività, funzionale a contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare costantemente circa 70 spazi web. Giova evidenziare che gran parte dei contenuti illeciti pubblicati su internet vengono rimossi direttamente dai gestori delle principali piattaforme web i quali, grazie anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi istituzionali nell’ambito di progetti internazionali (es. EU Internet Forum) ai quali ha preso parte anche questa Specialità, stanno garantendo un’azione più incisiva per ridurre la proiezione esterna e virtuale del Califfato.

Controlli
Per quanto riguarda le altre attività tipiche della specialità sul territorio regionale, sono stati effettuati 1540 controlli ordinari in uffici postali, prevalentemente nei primi giorni del mese coincidenti con il pagamento delle pensioni. Parallelamente all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino. 

La app
Anche nella Regione Fvg, inoltre, il portale del commissariato di polizia di Stato online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce. A integrare la piattaforma online, anche l’app del Commissariato di polizia di Stato, scaricabile gratuitamente sul proprio smartphone o su tablet, sia per iOS che Android.