17 novembre 2018
Aggiornato 08:00

Avevano un arsenale in casa: padre e figlio finiscono in manette

Le indagini avevano infatti indotto gli agenti a credere che gli indagati potessero occultare e detenere armi, anche a elevato impatto offensivo. All'appelo manca una terza persona, non rintracciata
Avevano un arsenale in casa: padre e figlio finiscono in manette
Avevano un arsenale in casa: padre e figlio finiscono in manette (Polizia di Trieste)

FVG - Scoperto un arsenale tra Duino e Monfalcone, padre e figlio arrestati dalla Polizia di Stato. Si tratta di P. M., classe 1963, che nella vita fa il libero professionista, e del figlio, 26enne, P. G, studente universitario. All’appello manca una terza persona.

Le indagini
Nell’ambito di articolate attività di indagine dirette dalla Procura della Repubblica – Dda di Trieste, nel pomeriggio di giovedì 8 febbraio, gli agenti della Squadra Mobile del capoluogo giuliano, con il supporto dei collghi di Gorizia, nonché del nucleo regionale artificieri della polizia di Stato e della polizia scientifica di Trieste, nel corso di mirati servizi volti alla prevenzione e contrasto dei reati in materia di armi ed esplosivi, hanno effettuato una serie di perquisizioni in alcune abitazioni tra il comune di Duino, frazione di Sistiana, e Monfalcone. Le indagini avevano infatti indotto gli agenti a credere che gli indagati potessero occultare e detenere armi, anche a elevato impatto offensivo.

A Duino
E infatti così è stato: i poliziotti hanno trovato, in una villetta di Duino Aurisina, della quale i due avevano disponibilità, assieme a una terza persona non rintracciata, una pistola Beretta munita di due caricatori entrambi con 15 cartucce, tutto sarebbe in risultato di un furto. Rinvenuto anche un caricatore detto a ‘banana’ privo di munizionamento, 19 cartucce calibro 9, marca Cbc; 42 cartucce calibro 7 di marca S&B e un lanciarazzi militare, di marca Zolja, con relativo proietto pronto all’utilizzo.

A Mofalcone
Nell’abitazione di Monfalcone, dove padre e figlio risiedono, i poliziotti hanno invece trovato, occultata nel vano sottosella di un ciclomotore che si trovava all’interno del garage, una pistola mitragliatrice ‘Scorpion’ con relativo caricatore e calcio ribaltabile, che ne consente l’utilizzo, oltre che a una mano, anche a due mani, assicurandone una maggiore stabilità nell’impiego del tiro a raffica.

A Turriaco
Nell’abitazione della terza persona, non rintracciata, sono inoltre stati rinvenuti e sequestrati una pistola ad aria compressa marca Skif, munita di due caricatori e relativo munizionamento, 50 cartucce Fiocchi calibro 9 corto, 11 bossoli di cui 7 calibro 9, quattro 38 special e ancora 60 cartucce, di cui 25 marca Fiocchi calibro 12, 25 di marca Titano sempre calibro 12 e 10 marca Winchester ancora calibro 12.

Indagini ancora in corso
Le indagini proseguono per chiarire, non solo la provenienza delle stesse, ma come gli indagati abbiano fatto a reperire le armi, soprattutto il lanciarazzi e la pistola mitragliatrice, la cui detenzione, assolutamente vietata in quanto considerate da guerra o 'tipo guerra', determina l’arresto obbligatorio. Sulla scorta degli elementi raccolti, i due sono stati tratti in arresto e condotti alla casa circondariale di Trieste, a disposizione della Procura della Repubblica che coordina le indagini.