23 settembre 2018
Aggiornato 18:30

‎Porti, Serracchiani: «La stazione di Campo Marzio diventi area franca»

Per la candidata della coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale del capoluogo giuliano, «ne trarrebbero grande vantaggio le operazioni di sdoganamento, che avverrebbero dentro il porto»
‎Porti, Serracchiani: «La stazione di Campo Marzio diventi area franca»
‎Porti, Serracchiani: «La stazione di Campo Marzio diventi area franca» (Regione Fvggg)

TRIESTE«La stazione ferroviaria di Campo Marzio deve rimanere nella proprietà pubblica di Rfi, ma il soggetto che lo gestisce può essere diverso: si può affidare la sua gestione ad Adriafer trasferendo il punto franco nell'area della stazione stessa. Ne trarrebbero grande vantaggio le operazioni di sdoganamento, che avverrebbero dentro il porto».‎ E' la proposta lanciata a Trieste da Debora Serracchiani, candidata della coalizione di centrosinistra nel collegio uninominale del capoluogo giuliano, intervenendo a un confronto con altri candidati alle elezioni politiche, promosso dal locale Propeller club.

«Abbiamo ottenuto il decreto attuativo dell'Allegato VIII ma - ha indicato Serracchiani - serve un'interlocuzione forte con l'Agenzia delle Dogane, affinché il Porto franco internazione possa operare. La riforma dei porti e' monca non affronta la regolamentazione del lavoro all'interno dei porti, il gigantismo delle navi crea situazioni nuove che non potevano essere previste dalla Legge 84/94‎. E' la sfida che deve affrontare il prossimo Parlamento»
Serracchiani ha inoltre annunciato che «dieci binari di Villa Opicina saranno gestiti da Adriafer ed entreranno nella disponibilità dell'autorita' di sistema del mare Adriatico orientale, rafforzando la capacità di traffico verso Austria e Ungheria. ‎Anche Cervignano diventerà un nodo retroportuale a disposizione del territorio ed entrambe andranno messe in rete con Fernetti, a servizio di uno scalo che trova nell'intera regione il suo retroterra industriale e logistico».
In merito all'ipotesi di un nuovo accordo quadro per lo sviluppo logistico dell'area della Ferriera, Serracchiani ha affermato che «qualsiasi ipotesi di chiusura della Ferriera presuppone uno sviluppo fortissimo del porto, che potrebbe assorbire il colpo della chiusura. A maggio l'accordo di programma quadro scade e va rinnovato, dopo che il primo è stato quasi completamente attuato»

«E' questione di ore - ha aggiunto - ed entrerà in commissione anche l'ultimo decreto che unirà il porto di Monfalcone a quello di Trieste, dando vita a uno scalo unico, come abbiamo chiesto ‎da quando la Regione si è messa al tavolo con il Governo. I risultati si stanno vedendo».