23 settembre 2018
Aggiornato 18:00

'Un mare di plastica… parliamone': incontro promosso dal Fai di Trieste e Ogs

Si stima che ogni anno siano addirittura 8 milioni di tonnellate di plastica ad accumularsi nelle acque e secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci
'Un mare di plastica… parliamone': incontro promosso dal Fai di Trieste e Ogs
'Un mare di plastica… parliamone': incontro promosso dal Fai di Trieste e Ogs (ANSA)

TRIESTE - Negli ultimi decenni la plastica è stata sempre più utilizzata dall'uomo: ogni anno nel mondo ne vengono prodotte 280 milioni di tonnellate e si prevede che nel 2050 diventeranno 400. La conseguenza principale di questo fatto è che, direttamente o indirettamente, sempre più plastica è finita nei mari e negli oceani, di cui ora rappresenta il maggior detrito antropogenico inquinante.

8 milioni di tonnellate di plastica
Si stima che ogni anno siano addirittura 8 milioni di tonnellate di plastica ad accumularsi nelle acque e secondo le Nazioni Unite, se non si interviene subito nel 2050 in mare ci sarà più plastica che pesci. La plastica può esser rinvenuta in ambiente marino in moltissime forme e dimensioni: sacchetti, sferule, materiale da imballaggio, cotton fioc, rivestimenti da costruzione, recipienti, polistirolo, nastri e attrezzi da pesca. Benchè i rifiuti di grande dimensione sono quelli che destano maggiore preoccupazione nell’opinione pubblica, si sta acquisendo la consapevolezza di come siano i frammenti plastici più piccoli ad essere particolarmente nocivi e pericolosi. Sono le cosiddette microplastiche, particelle di origine antropica di dimensioni comprese tra 5 mm e 330 μm, il cui inquinamento è invisibile e pressochè incalcolabile. Una volta in mare, infatti, queste particellle vengono ingerite dalla fauna, assieme alle sostanze tossiche accumulate.

Contaminazione
Pesci e molluschi contaminati da plastica e inquinanti possono finire poi sulle nostre tavole: le microplastiche, quindi, partendo dal plancton, entrano nella catena alimentare e potrebbero raggiungere l'uomo. Il fenomeno dell’invasione da plastiche, ovviamente, interessa anche il Mediterraneo e l’Adriatico, dove tali materiali rappresentano oltre l’80% dei rifiuti marini. Per questo motivo, l’Europa ha intrapreso la strada del riciclo totale della plastica e dello sviluppo di nuovi materiali biocompatibili, imponendolo come obiettivo entro il 2030, mettendo al bando le microplastiche nei cosmetici e attivandosi per ridurre oggetti mono-uso di plastica come le stoviglie.

«Un mare di plastica… parliamone»
Per approfondire il tema, la Delegazione Fai di Trieste insieme all’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – Ogs, organizza l’incontro «Un mare di plastica… parliamone» che si terrà lunedì 26 febbraio dalle ore 19 al Caffè Rossetti di Largo Giorgio Gaber 1/2 a Trieste. Interverranno: Maria Cristina Pedicchio, Paola Del Negro e Tomaso Fortibuoni, rispettivamente Presidente, Direttore della sezione di Oceanografia e ricercatore dell’OGS. Iscrizione obbligatoria entro il 24 febbraio 2018 presso il punto Fai della Cividin Viaggi, dove sarà possibile lasciare un contributo a favore del Fondo Ambiente Italiano richiesto per la partecipazione, che comprende. Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo. «L'attenzione e la salvaguardia dell'ambiente sono una delle priorità dell'Ogs – ha affermato Maria Cristina Pedicchio, Presidente dell'Ogs – Monitorare lo stato di salute degli ecosistemi marini e tutelarli è inoltre fondamentale per il nostro paese e per tutti noi. Far conoscere quindi meglio le  problematiche legate alla plastica in mare aiuta a creare attenzione su questa emergenza e favorisce un cambiamento responsabile nelle nostre  abitudini quotidiane.