27 ottobre 2021
Aggiornato 08:30
ricco e diversificato l'indice degli argomenti

In libreria l'ultimo numero della Rivista della Biblioteca di Gorizia Studi Goriziani

Dal numero 110, da pochi giorni in distribuzione, la genesi della rivista annuale nata nel 1923 è affidata, oltre che alla Bsi, anche alla Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste

GORIZIA - Nuova veste grafica e ingresso di privati nella storica pubblicazione della rivista della Biblioteca statale isontina, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo 'Studi Goriziani'. Dal numero 110, da pochi giorni in distribuzione, la genesi della rivista nata nel 1923 è affidata, oltre che alla Bsi, anche alla Libreria antiquaria Drogheria 28 di Trieste. La pubblicazione, che ha periodicità annuale e un costo di 20 euro per 108 pagine, è uscita nelle librerie anche grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia e della Cassa Rurale ed Artigiana di Lucinico Farra e Capriva.

Gli studiosi e gli argomenti trattati
Molto ricco e diversificato l'indice degli argomenti trattati dagli studiosi selezionati.
Si apre con il saggio a due mani di Fabiana Savorgnan di Brazzà e Federico Vicario, dedicato alla felice monacazione della friulana Elisabetta Antonini, ricostruita in base al carteggio datato 1776-1781. Segue, di Gabriella Norio, 'Quante idee per ricordare papà nelle lettere inedite fra Anita Pittoni e Linuccia Saba', un avvincente testo sul destino di pagine inedite del poeta, in relazione anche a progetti posteriori alla sua morte del critico Giacomo Debenedetti e degli intellettuali triestini del tempo come Quarantotti Gambini, Carlo Levi e Giani Stuparich. Pericle Camuffo propone un articolo sul poeta e scrittore friulano Luciano Morandini (San Giorgio di Nogaro 1928 - Buja 2009) mentre Sergio Tavano prende spunto da un carteggio di Pietro Gobetti della prima metà del secolo scorso, per tratteggiare un'ampia analisi sulla vita culturale e sociale di Gorizia nel periodo. Attiene ai fatti tragici accaduti durante la guerra di liberazione nel paese di Stanovišče il saggio di Ivo ´ajdela, tradotto da Giovanni Toplikar con introduzione di Franco Miccoli. Di arte scrivono Matteo Colovatti e Lidia Da Lio. Il primo dedicando un testo al fondo Cernigoj Foschiatti della collezione d'arte dell'Università di Udine e la seconda alla collezione Sottile di Gino de Finetti. Spaziano dalle opere calligrafiche, alle poesie e ai libri d'artista le pagine dedicate da Franco Rosso all'artista triestina Claudia Razza. Concludono la pubblicazione Marco Menato, direttore della Bsi, che sigla un testo sulla figura di Amalia Pezzali (Pavia 1919- Roma 2015) direttore della Biblioteca goriziana per tre mesi, dall'agosto al settembre del 1974, mentre Federico Santini propone un ritratto di Bruno Fedrighelli, maestro stampatore d'arte.