24 settembre 2018
Aggiornato 06:00

Vito, realizzazione depuratore di Servola: obiettivo centrato

Un progetto da oltre 52 milioni di euro. Serracchiani: «l'ennesima opera sbloccata in questa legislatura»
Vito, realizzazione depuratore di Servola: obiettivo centrato
Vito, realizzazione depuratore di Servola: obiettivo centrato (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Un'opera strategica per il territorio, sbloccata dopo oltre un decennio di attesa, che per la città di Trieste significa poter disporre di un impianto di depurazione all'avanguardia e innovativo da un punto di vista ambientale. Questo il concetto espresso dall'assessore regionale all'Ambiente e energia del Friuli Venezia Giulia, Sara Vito, nel corso della cerimonia dedicata al via dell'esercizio provvisorio del depuratore di Servola al termine dei lavori durati 3 anni e mezzo. Seguirà adesso un breve periodo di settaggio e se nei prossimi 12 mesi non si rileveranno anomalie l'impianto consentirà di superare la procedura d'infrazione europea pendente per inadempienze nei confronti della Direttiva comunitaria sul trattamento dei reflui.

Un progetto da oltre 52 milioni di euro, come ha sottolineato la stessa Vito, la cui realizzazione si presentava particolarmente complessa. Nonostante ciò, i tempi di consegna sono stati rispettati mantenendo sempre alta l'attenzione sulla sicurezza, prova ne sia l'assenza di infortuni.

L'assessore, che ha materialmente acceso l'impianto premendo lo start, ha poi manifestato la propria soddisfazione per il processo di funzionamento del depuratore, in quanto in grado di regolare l'intensità dei trattamenti in base al fabbisogno di nutrienti espresso dal mare. Inoltre, grazie alle tecnologie adottate, verrà garantita una depurazione più efficace utilizzando una superfice inferiore di circa un terzo rispetto allo spazio utilizzato adottando soluzioni tradizionali. Questo grazie al trattamento biologico e chimico fisico.

Come ha rimarcato Vito, particolarmente significativa è stata la collaborazione tra AcegasApsAmga e l'Osservatorio geofisico sperimentale, il quale è impegnato in un monitoraggio costante della quantità di sostanze nutrienti presenti in mare per garantire l'equilibrio dell'ecosistema. La cura dell'ambiente inoltre è anche testimoniata dal fatto che per la disinfezione delle acque non verrà utilizzato il cloro, ma le radiazioni ultraviolette. Una soluzione senza alcun grado di invasività che contribuirà a rendere l'acqua restituita al mare ancora più pulita, eliminando i microrganismi patogeni e i parassiti dalle acque contaminate.

Allargando la visuale al resto della regione, l'assessore ha ricordato anche i tre accordi di programma che hanno riguardato i territori di Udine, del Pordenonese e dell'Isontino, per uno stanziamento complessivo di 100 milioni di euro finalizzati all'avviamento dei cantieri.

«Ci è stata lasciata - ha puntualizzato ancora Vito - un'eredità pesante: un problema serio relativo alla qualità della depurazione delle acque nella nostra regione al quale siamo riusciti a dare risposte concrete attese dal territorio e anche dall'Unione europea, vista la procedura di infrazione».
Da parte sua il direttore generale di AcegasApsAmga (gruppo Hera), Roberto Gasparetto, ha ringraziato in particolar modo l'Agenzia regionale per l'Ambiente per la collaborazione, in quanto determinante nell'esecuzione dei lavori di bonifica finalizzati alla costruzione dell'impianto.
Anche la presidente della Regione Debora Serracchiani ha condiviso la soddisfazione per il risultato conseguito, rimarcando come quello di oggi rappresenti l'ennesimo esempio dell'efficacia e della concretezza che hanno contraddistinto l'operato dell'Amministrazione regionale in questi anni, risolvendo questioni arenate e rimaste in sospeso nel tempo che rischiavano di generare un grave danno per i cittadini.