21 giugno 2018
Aggiornato 02:00
Economia | Trieste

Dieci milioni di euro di spazi finanziari per tutti i Comuni

Lo ha stabilito una delibera della giunta regionale. Gli spazi verranno assegnati per priorità agli enti che nel 2017 hanno ceduto spazi orizzontali, per ultimi i Comuni non partecipanti a Unioni territoriali intercomunali

Sede della Regione a Trieste (© Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - La Regione mette a disposizione delle amministrazioni comunali 10 milioni di euro di spazi finanziari. Lo ha stabilito una delibera della giunta regionale che attua le intese con lo Stato sulla finanza locale e riguarda la possibilità di gestione degli spazi finanziari a livello regionale, attraverso un meccanismo di cessione e acquisizione di spazi fra gli enti territoriali e la Regione stessa. Una capacità di spesa che i Comuni potranno utilizzare per investimenti da realizzare attraverso l'utilizzo degli avanzi di amministrazione da esercizi precedenti ed il ricorso all'indebitamento.

RICHIESTA DI SPAZI FINANZIARI - La delibera, proposta dall'assessore regionale alle Autonomie locali, Paolo Panontin, fissa i criteri del riparto sulla base del monitoraggio concluso a febbraio. La ricognizione ha evidenziato una richiesta di spazi finanziari da parte di 45 comuni per un importo complessivo di oltre 19 milioni di euro. Un solo Comune, Sutrio nell'UTI Carnia, ha comunicato la possibilità di cedere spazi orizzontali per 50.000 euro.

CRITERI DI ASSEGNAZIONE - Gli spazi regionali verranno assegnati in via prioritaria agli enti che nel 2017 hanno ceduto a loro volta spazi orizzontali; pertanto, secondo questo criterio, verranno ripartiti 7.005.440 euro. Successivamente gli spazi saranno concessi ai Comuni risultanti da fusione, ovvero, per il 2017, al solo comune di Valvasone Arzene, per un importo di 700.000 euro. Infine, è prevista una assegnazione ai Comuni fino a 3mila abitanti per interventi di opere cimiteriali, per urgenze igienico sanitarie. I restanti spazi finanziari, saranno assegnati ai Comuni con popolazione uguale o inferiore a 3 mila abitanti partecipanti ad Unioni territoriali intercomunali che non siano risultati beneficiari di spazi statali; di seguito ai restanti Comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti partecipanti ad Unioni territoriali intercomunali; infine ai Comuni non partecipanti ad Unioni territoriali intercomunali.

ASSESSORE PANONTIN - Come conferma l'assessore Panontin «oltre a rispettare le intese già intercorse, con questi criteri soddisfiamo in misura proporzionale le richieste prevenute dai Comuni con popolazione inferiore a 3 mila abitanti partecipanti ad UTI che non abbiano beneficiato già di spazi statali».