23 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Scuola, "La memoria delle donne": progetto contro gli stereotipi di genere

L'assessore Loredana Panariti parla, l'8 marzo, nella scuola capofila del progetto "Storia delle donne in Europa". Le ricerche degli studenti per una più profonda consapevolezza dell'identità europea
L'assessore Loredana Panariti incontra gli studenti della III C dell'Istituto statale di istruzione superiore "G. Carducci"
L'assessore Loredana Panariti incontra gli studenti della III C dell'Istituto statale di istruzione superiore "G. Carducci" (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «Il lavoro di ricostruzione della memoria delle donne ci rafforza nelle nostre battaglie e ci deve permettere di rompere quel soffitto di vetro che impedisce alle donne di volare». E' lo sprone che l'assessora regionale al Lavoro, Istruzione, Pari Opportunità e Politiche giovanili Loredana Panariti ha rivolto ieri alle studentesse e agli studenti della III C dell'Istituto statale di istruzione superiore "G. Carducci" di Trieste impegnati nel progetto speciale, finanziato dalla Regione, «Storia delle donne in Europa».

IL PROGETTO - Il progetto, avviato alla fine di gennaio, coinvolge, oltre al Carducci, capofila, i Licei scientifici triestini "G. Galilei" e "G. Oberdan" e gli Istituti statali di istruzione superiore "A. Malignani" e "C. Percoto" di Udine. Le ricerche di allieve e allievi si tradurranno nella pubblicazione di un volume e nella realizzazione di installazioni cartacee nelle scuole sui temi e sulle figure delle donne militanti che si sono battute per ottenere maggiori diritti, delle artiste e delle scienziate, esploratrici e sportive.

NO AGLI STEREOTIPI - L'attività di studentesse e studenti ha lo scopo di superare gli stereotipi di genere e creare una più profonda consapevolezza dell'identità europea, al tempo stesso affinando l'attitudine al lavoro in gruppo. Panariti, riflettendo sulla concomitanza della sua visita con l'8 marzo, ha ricordato come siano molte le donne misconosciute della storia del Friuli Venezia Giulia, come per esempio le tessitrici del Settecento, il cui lavoro è stato pazientemente ricostruito solo grazie a studi condotti nel tempo e in rete.

DISCRIMINAZIONE FEMMINILE - «La memoria dell'operato delle donne tende sempre a essere cancellata o a essere posta in secondo piano - ha osservato l'assessora -. Anche in questo momento e nella regione in cui viviamo, le donne laureate che entrano nel mondo del lavoro hanno dapprima lo stesso salario degli uomini, ma poi la forbice si allarga e le donne guadagnano di meno. La discriminazione non è solo salariale - ha concluso Panariti - e la maternità è considerata ancora una sottrazione anziché un apporto». All'incontro al Carducci erano presenti anche la dirigente scolastica Oliva Quasimodo, la coordinatrice del progetto «Storia delle donne in Europa» Sabrina Morena, per la cooperativa Bonawentura, e la coordinatrice del workshop sulle donne artiste Federica Luser.