23 settembre 2018
Aggiornato 00:30

Stabilità, ancora nessun nuovo patto Padoan-Serrachiani

"La Giunta regionale ha esclusivamente espresso un parere - ha detto l'assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni - occorrerà un percorso di negoziazione per sottoscrivere l'accordo"
In primo piano l'assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni
In primo piano l'assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «La Giunta regionale ha sinora esclusivamente espresso un parere ai sensi dell'art. 63 dello Statuto, non già un'intesa: ai fini della sottoscrizione di qualsivoglia accordo, occorrerà pertanto un ulteriore e distinto percorso normativo d'attuazione». Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Finanze, Francesco Peroni, chiarendo in Consiglio regionale le modalità che hanno portato al deposito, da parte del Governo, di un emendamento alla Legge di Stabilità che modifica il regime delle compartecipazioni al gettito erariale del Friuli
Venezia Giulia.

ANCORA NESSUN ACCORDO - Peroni ha precisato che «l'emendamento in questione non corrisponde ad alcun accordo con lo Stato, bensì ne è l'antefatto, tuttora essendo da negoziare, ed eventualmente sottoscrivere, un accordo. Ne è palese conferma testuale il comma di apertura dell'emendamento, laddove vengono stanziati 120 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2018 e 2019, al fine di rinegoziare il precedente accordo del 2014. Ma nella stessa logica si inscrivono i commi successivi, relativi alla ridefinizione del sistema delle compartecipazioni, il cui perfezionamento è rinviato a un successivo iter legislativo per norma d'attuazione».

SEQUENZA BIZZARRA - Ribadendo quanto già dichiarato dalla presidente Serracchiani, l'assessore Peroni ha precisato che «la sequenza più appropriata avrebbe dovuto vedere l'accordo precedere la norma, esattamente come accadde nel 2014, in occasione della adozione del Patto Padoan-Serracchiani e in conformità a quanto il governo regionale ha reiteratamente proposto sin dall'avvio del confronto con Roma, la scorsa primavera. Nondimeno, è altrettanto noto come l'orientamento del Governo nazionale sia andato nella direzione opposta, sulla giustificazione di trattare in modo unitario, anche sotto il profilo delle coperture, i nuovi accordi finanziari con le diverse autonomie speciali».

CONFRONTO SERRATO - In merito agli effetti contabili del modello di compartecipazioni configurato nel testo approvato dalla Camera, Peroni ha confermato che «il modello prefigurato nell'emendamento in esame è il frutto di un serrato confronto tra la Ragioneria generale della Regione e le tecnostrutture del Mistero dell'Economia e Finanze, articolatosi per diversi mesi. Confronto approdato a una proposta governativa che - ancorata al gettito raggiunto nell'esercizio 2016 - mira ad assicurare, con l'estensione del novero dei tributi passibili di compartecipazione e la correlata revisione delle aliquote, maggiore stabilità e certezza delle entrate. In ogni modo, la Ragioneria della Regione è già al lavoro per fornire al Consiglio la più ampia e trasparente rappresentazione contabile del modello in parola».

REGIONE INFORMATA REPENTINAMENTE - A proposito degli snodi procedimentali che hanno preceduto l'adozione dell'emendamento Morando, Peroni ha ribadito che «la presidente della Regione è stata informata del medesimo, ai fini dell'espressione del parere prescritto ai sensi dell'art. 63 dello Statuto, il 13 dicembre, alle ore 19.01, con una nota urgente del Mef. Ne è seguita, il giorno successivo, apposita deliberazione di Giunta regionale, trasmessa lo stesso giorno al Governo».