20 aprile 2018
Aggiornato 22:00
Il forum

Belt and Road: Fvg avamposto strategico per la Via della Seta

Nel 2017 l'export regionale verso la Cina è passato da oltre 262 milioni dell'anno precedente a circa 282 milioni di euro e le importazioni hanno fatto segnare un incremento da 514 a 535 milioni di euro

Belt and Road: Fvg è avamposto per Cina grazie a vantaggi extra (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Il Friuli Venezia Giulia è avamposto strategico per la Via della Seta e per le relazioni economiche tra l'Europa e la Cina e l'Italia e il grande Paese asiatico. E' questo il tema chiave del 'Belt e and Road Forum' in corso di svolgimento nel Palazzo della Regione di Trieste. L'evento è organizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia con il Council for the promotion of international trade (Ccpit) e la China chamber of international commerce (Ccoic), i due enti governativi cinesi per la promozione del commercio e degli scambi internazionali, insieme alla Fondazione Italia Cina e alla Camera di commercio italo cinese, con il supporto dell'InCe (Iniziativa centro europea), dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale e dell'Unido. Il Forum consegue a un processo di progressiva intensificazione delle relazioni italo-cinesi che ha avuto un punto saliente nel progetto 'Belt and Road Initiative' (Bri), lanciato per la prima volta dal presidente cinese Xi Jinping nel 2013 con l'intento di integrare l'Asia e l'Europa e implementato successivamente in una cornice non solo economica ma istituzionale e culturale.

Trieste e Genova sono state dichiarate porte della Via della Seta e il Friuli Venezia Giulia ha ottenuto una posizione privilegiata in quanto unica regione italiana presente al 'Belt and Road Forum' di Pechino del maggio 2017 e protagonista di una missione istituzionale in Cina lo scorso dicembre. In apertura del Forum proprio da parte della Regione è stato rilevato come il Friuli Venezia Giulia, nel quadro del sistema economico centro-europeo, rappresenti per gli interlocutori cinesi un territorio strategico su cui indirizzare le proprie attività e investimenti. Nel 2017 l'export regionale verso la Cina è passato da oltre 262 milioni dell'anno precedente a circa 282 milioni di euro e le importazioni hanno fatto segnare un incremento da 514 a 535 milioni di euro. Queste performance, secondo la Regione, possono crescere grazie ad alcuni vantaggi speciali: la posizione del Friuli Venezia Giulia nel cuore dell'Europa, il regime di extradoganalità del porto di Trieste, la strategia di supporto alla competitività del sistema industriale assicurata dalla riforma RilancimpresaFVG, il solido sistema di ricerca e innovazione costituto da università e parchi e la presenza di oltre 200 startup innovative. Inoltre, come è stato rilevato dal Comune di Trieste, il porto giuliano è il primo in Italia per volumi di traffico, grazie al petrolio, e ha il record nazionale nelle movimentazioni ferroviarie. «Si è lavorato e seminato molto», ha osservato il presidente dell'Autorità di sistema portuale del mare Adriatico orientale Zeno D'Agostino, che ha ricordato le sue frequenti missioni in Cina. Secondo D'Agostino, «si è giunti con il Forum odierno un momento cruciale in cui s'incontrano, nel rapporto con la Cina, dinamiche istituzionali e dinamiche commerciali e logistiche».