23 aprile 2018
Aggiornato 00:00
Salute

Al Parco culturale di San Giovanni il ‘Centro per lo studio dell'invecchiamento’

L'intervento si è fondato su tre pilastri: l'apertura di un centro semiresidenziale per anziani affetti da malattie dementigene, l'avvio di un centro di ricerca e studio e la messa a disposizione di un punto di supporto ai care-giver

Al Parco culturale di San Giovanni il ‘Centro per lo studio dell'invecchiamento’ (© Comune di Trieste)

TRIESTE - Trieste ha un nuovo ‘Centro di eccellenza per lo studio degli aspetti cognitivi e psicosociali dell'invecchiamento’ diurno, nella rinnovata sede del Padiglione Ralli nel Parco culturale di San Giovanni.

AL TAGLIO DEL NASTRO sono intervenuti i rappresentanti dei soggetti coinvolti nella realizzazione: per il Comune di Trieste, l'Assessore alle Politiche Sociali, il Direttore dell'Uti Mauro Silla e il Direttore del Servizio Strutture Interventi per Disabilità Casa Inserimento lavorativo Accoglienza, Luigi Leonardi con il funzionario Anna Galopin, per l'AsuiTs  Flavio Paoletti, per la Sissa Marilena Aiello, per l'Università di Trieste Fabio Del Missier, per l'Associazione de Banfield Giovanna Pacco. Presenti anche i rappresentanti dei Comuni dell'Uti giuliana, tra cui Muggia e Duino-Aurisina. «Dopo molti anni di attesa con una riqualificazione importante si dà il via a un servizio strategico grazie alla stretta collaborazione e all'impegno condiviso di enti pubblici, del territorio, di associazioni, di istituti di ricerca, insieme alle persone colpite da questa malattia e ai loro famigliari. - è stato detto – in un percorso di ricerca non solo cittadino, ma fatto anche di relazioni internazionali (con Slovenia, Croazia ecc) in una struttura moderna, ben attrezzata, aperta e protetta. Nel cuore di un contesto straordinario, come il Parco di San Giovanni, al centro di una realtà dotata di molti servizi operanti e funzionali, a differenza di altri 'villaggi artificiali' realizzati all'estero. Un centro – è stato aggiunto – che ha comportato un investimento importante di 4 milioni di euro».

L'AVVIO DELL'ATTIVITÀ SARÀ GRADUALE. Il primo passo è costituito dall'apertura del centro diurno, con l'inserimento dei primi utenti, a decorrere presumibilmente dal 4 giugno, con orario 8.30-14.30. Il Centro, disposto su due piani, offre ambienti ampi e accoglienti, dotati di cucina e arredi moderni consoni ed è in grado di ospitare circa 15 utenti. Il personale impegnato nell'attività del centro sarà formato da operatori comunali. Nel frattempo saranno organizzato incontri informativi specifici, e di carattere scientifico. Successivamente, si prevede di prolungare l'apertura fino alle 17.30 e di incrementare le disponibilità di posti, con la possibilità, eventualmente, di disporre di un servizio di trasporto.

I PRIMI UTENTI saranno individuati da una équipe multidisciplinare formata da tecnici comunali e dell'AsuiTs, in stretta connessione con l'associazione de Banfield che si occupa istituzionalmente dei caregiver, in base a criteri di accesso che tengano conto della situazione economica, della rete familiare, dei bisogni dei caregiver, del quadro clinico dell'utente ecc. Accanto al «Padiglione Ralli», di via Ralli 2, si trova la struttura residenziale «E. Gregoretti», con la quale potranno attivarsi proficue collaborazioni e interazioni anche grazie a un collegamento interno. Posto che per l'effettiva apertura del Centro sono necessari ancora alcuni adempimenti burocratici, al fine di consentire alla popolazione interessata di conoscere de visu la struttura nei mesi di aprile e maggio si intende promuovere alcuni incontri divulgativi dell'iniziativa e organizzare delle giornate in cui caregiver e interessati possano visitare il padiglione, accompagnati da un operatore che illustrerà le modalità di svolgimento delle attività.

LE ATTIVITÀ DI RICERCA E STUDIO a cura della Sissa e dell'Università di Trieste, potranno invece iniziare nel padiglione a partire da settembre/ottobre. Non potendo ancora disporre di uno specifico finanziamento regionale, il Comune di Trieste ha provveduto a reperire le risorse finanziarie necessarie all'avvìo delle attività e al funzionamento nel bilancio comunale, incluse quelle necessarie a coprire 2 dei 4 assegni di ricerca per le due istituzioni scientifiche.

Per la comunità Secondo i dati Istat al 1° gennaio 2017, la provincia di Trieste presenta a livello nazionale il più alto numero di anziani (over 65), con la percentuale del 28,4 % della popolazione, e quella degli anziani sopra gli 80 anni pari al 9,1 % della popolazione, contro la media nazionale del 6,7 %. Un dato che sembra preannunciarsi in aumento nel prossimo futuro, e che rende necessario adoperarsi da parte di amministratori, istituzioni sociali, sanitarie e scientifiche del territorio, al fine di fronteggiare il probabile aumento delle malattie dementigene che con l'età rappresenta uno dei primi fattori di rischio. In quest'ottica, su sollecitazione dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Trieste, nei mesi scorsi si è costituito un tavolo di lavoro composto da referenti comunali, dell'AsuiTs, della SISSA, del Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università degli Studi di Trieste e dell'Associazione de Banfield, che ha elaborato un ambizioso progetto congiunto per la costituzione di un centro d'eccellenza per lo studio e la ricerca applicata sulle patologie dementigene. L'intervento si è fondato su tre pilastri: l'apertura di un centro semiresidenziale per anziani affetti da malattie dementigene, l'avvio di un centro di ricerca e studio per la valutazione e analisi dei processi degenerativi e per la promozione dello scambio di buone prassi a livello locale e internazionale, e la messa a disposizione di un punto di supporto ai care-giver.

LA RISTRUTTURAZIONE DELL'EDIFICIO, a cura del Comune di Trieste (progettista l'arch. Enzo Angiolini, direttore lavori l'arch. Sergio Russignan dell'Ufficio tecnico del Comune di Trieste, esecuzione lavori da parte della ditta Giannino Di Betta s.r.l. di Nimis), conclusasi nel 2016 dopo circa quattro anni di lavori, è stata quasi interamente finanziata dalla Regione FVG (come detto, costo totale di circa 4 milioni di euro). La spinta propulsiva all'intervento è sorta dall'Accordo di programma per investimenti per la residenzialità delle persone affette da malattie dementigene, siglato nel 2008 fra il Comune di Trieste, la Provincia di Trieste, l'Azienda per i Servizi Sanitari n° 1 Triestina e i Comuni limitrofi (salvo quello di Muggia che ha rinunciato alla propria partecipazione devolvendo la propria parte di finanziamento agli altri partner, fatta salva la possibilità per gli utenti del territorio di Muggia e San Dorligo di accedere ai servizi realizzati a Trieste e a Duino Aurisina nell'ambito del predetto accordo).