15 novembre 2018
Aggiornato 14:00

Romoli: «Gorizia e l'Isontino devono devono riavere la loro azienda sanitaria»

La configurazione dell'attuale azienda sanitaria unisce quattro ospedali molto diversi fra loro: due piccoli come quelli di Palmanova e Latisana e due di rete come Gorizia e Monfalcone
Romoli: «Gorizia e l'Isontino devono devono riavere la loro azienda sanitaria»
Romoli: «Gorizia e l'Isontino devono devono riavere la loro azienda sanitaria» (Ettore Romoli)

GORIZIA - «Gorizia e l'Isontino devono devono tornare ad avere la loro azienda sanitaria mettendo fine alla peggior riforma degli ultimi 50 anni, che ha fortemente penalizzato cittadini e operatori». È questo uno dei punti fondamentali del candidato alle regionali.

Ettore Romoli, ha illustrato la sua sua proposta: «La configurazione dell'attuale azienda sanitaria, che unisce Isontino e Bassa Friulana ha rappresentato l'ennesimo sgarbo attuato dalla giunta Serracchiani al nostro territorio - sostiene Romoli - attuata senza alcuna logica e senza tenere conto dei pesanti disagi che avrebbe arrecato a pazienti e operatori. Si sono messi insieme quattro ospedali molto diversi fra loro, due piccoli come quelli di Palmanova e Latisana e due di rete come Gorizia e Monfalcone finendo per penalizzare tutti, in particolare questi ultimi. Basti pensare che ci sono reparti, molto delicati e importanti, come ad esempio oncologia, che hanno un unico primario su quattro sedi. Penso non riesca neppure a conoscere i suoi collaboratori figurarsi a gestire bene un servizio. Si sta tentando di redistribuire i servizi sui quattro ospedali con l'unico risultato di ridimensionarli e renderli meno efficaci e funzionali. Non solo, si stanno progressivamente ridimensionando le attività, anche importanti come urologia e ortopedia, con l'unico risultato di provocare una fuga di pazienti verso altre aziende. È venuto il momento di dire basta a tutto questo. Chiedo ai goriziani e agli isontini di darmi il loro consenso per poter attuare questa 'controriforma' che riattiva l'Azienda sanitaria isontina. Non solo. Voglio anche battermi per separare finalmente anche la componente ospedaliera da quella territoriale per riuscire, finalmente a far decollare anche i fondamentali servizi sul territorio. Abbiamo l'occasione per rendere la nostra sanità a misura di cittadino. Non possiamo perderla».