19 giugno 2018
Aggiornato 16:00

Sanitą: "L 'unione fa la forza" e la Regione lo sa bene!

Di collaborazione e maggiore interazione, per migliorare le prestazioni ai pazienti, si parla e si parlerą in questi giorni all'ottavo congresso della Sirn. Il Friuli-Venezia Giulia sta gią lavorando in questo senso con ottimi risultati

Si sta svolgendo a Trieste l'ottavo congresso nazionale della Sirn (© ESB Professional (Shutterstock))

TRIESTE - I benefici per i pazienti derivanti dall'integrazione tra le diverse professionalità dell'ambito socio-sanitario sono stati tra i temi centrali dell'ottavo congresso nazionale della Società italiana di riabilitazione neurologica (Sirn).

PER LA QUALITA' DEL SERVIZIO - L'evento, che ha preso il via questa mattina a Trieste e proseguirà fino a sabato, vede la partecipazione di esperti di settori diversi (neurologi, fisiatri, fisioterapisti e psicologi provenienti da tutta Italia), interessati a garantire, attraverso una maggiore interazione tra i diversi ambiti, prestazioni migliori ai propri pazienti. Risultati che in Friuli Venezia Giulia sono stati ottenuti, ad esempio, con la nascita della Rete regionale per la gestione del paziente colpito da ictus e del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) per le persone affette da sclerosi multipla.

LA RETE REGIONALE - Grazie alla prima è stato infatti quasi raddoppiato il numero di interventi di trombolisi effettuati nel biennio 2015-17, passati da 274 a 457 l'anno, con una diretta riduzione dei decessi e delle disabilità e quindi un minor ricorso alla riabilitazione.

IL PDTA - Il Pdta per le persone affette da sclerosi multipla, varato quest'anno e sviluppato attraverso un lavoro condiviso tra le aziende sanitarie e i rappresentanti dei pazienti, in particolare l'Associazione italiana sclerosi multipla (Aism), rappresenta un ulteriore esempio di integrazione virtuosa.

LA MALATTIA - La sclerosi multipla, che in Friuli Venezia Giulia colpisce 2145 persone e ha un picco d'esordio tra i 20-40 anni d'età, è infatti una malattia cronica spesso invalidante che richiede un elevato impegno assistenziale multi-professionale e l'immediata presa in carico da parte dell'assistenza territoriale.

COSA FA IL PDTA - Il percorso definisce la rete per la presa in carico dei soggetti colpiti da sclerosi multipla, della quale fanno parte i medici di medicina generale, i distretti sanitari, i centri di riferimento regionale e le associazioni dei pazienti, e ha introdotto la figura del 'case manager' che coordina le professionalità e le risorse messe in campo e rappresenta il punto di riferimento del paziente e della famiglia.

DOPO LA DIAGNOSI - Inoltre, particolare attenzione è stata posta alla diagnosi tempestiva della malattia e alle modalità della sua comunicazione, ma anche alla soddisfazione dei numerosi bisogni dei pazienti: dalla cura, alla riabilitazione, al lavoro, al trasporto, alla messa a disposizione di ausili, fino all'assistenza domiciliare e al ricovero. Infine, è stato definito, con la collaborazione dell'Irccs Burlo Garofolo, il percorso dei pazienti in età evolutiva, che prevede il coinvolgimento del nucleo familiare, della scuola e del contesto sociale.