22 aprile 2018
Aggiornato 23:30
Fermato un passeur

Due mesi di viaggio e oltre 20 mila euro per arrivare in Italia: l'odissea di una famiglia turca

Ma ai passeur i soldi non bastavano e ne hanno chiesti altri picchiando e sequestrando uno dei membri della famiglia, residente in Germania

Due mesi di viaggio e oltre 20 mila euro per arrivare in Italia: l'odissea di una famiglia turca (© Diario di Trieste)

TRIESTE – Una famiglia turca è arrivata a Trieste dopo un’odissea di due mesi, tanto è durato il viaggio che è costato oltre 20 mila euro. Ma ai passeur i soldi non bastavano e ne hanno chiesti altri picchiando e sequestrando uno dei membri della famiglia, residente in Germania. Un incubo che si è concluso nel capoluogo giuliano, negli scorsi giorni.

I FATTI - Erano circa le 21 del 10 aprile quando alcune persone hanno segnalato alle forze dell’ordine la presenza sospetta di un uomo, va in compagnia di un bambino, nei pressi di un’autovettura parcheggiata; l’uomo, emerso in seguito essere un cittadino turco, poco prima, aveva avuto una lite con altre persone, che si erano poi allontanate, facendo perdere le loro tracce.

HANNO PAGATO OLTRE 20 MILA EURO - Il fatto è avvenuto in via San Giorgio, a Trieste. Poco dopo la segnalazione, il personale della polizia di Stato si è recato sul posto per le verifiche del caso. Accompagnato in Questura, il signore è apparso subito molto scosso e provato e ha riferito di essere giunto a Trieste, assieme alla moglie e ai figli. Con loro anche altri migranti. Secondo il racconto sarebbero arrivati tutti a bordo di tre vetture, avendo, in precedenza, corrisposto oltre 20 mila euro a non meglio identificati soggetti. Persone, queste ultime, che verosimilmente fanno parte di un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, i quali avrebbero curato il trasferimento del nucleo familiare dalla Turchia, attraverso più stati, fino all’Italia.

IL VIAGGIO SAREBBE DURATO CIRCA DUE MESI - Prima che il gruppo degli autisti si allontanasse, il cittadino turco ha contattato il fratello, il quale – dalla Germania – si era recato in una non meglio precisata località della Croazia, per corrispondere una somma a saldo del prezzo illecito richiesto per il trasporto. È proprio in quella telefonata che ha scoperto che il fratello era stato trattenuto contro la sua volontà dai malviventi, i quali gli avrebbero chiesto ulteriore denaro e, poi, lo avrebbero picchiato e abbandonato lungo la strada. Venuti a conoscenza di quanto accaduto gli agenti triestini si sono subito messi in contatto con i colleghi croati che hanno rintracciato il malcapitato: presentava diverse ferite, ragione per cui è stato trasferito in ospedale. In quanto alla famiglia turca giunta nel capoluogo giuliano, concluse le formalità di rito, è stata accompagnata in una comunità di Trieste.

UN ARRESTO - Nel frattempo, il personale di polizia intervenuto, ha sequestrato la vettura, una Seat bianca, probabilmente di proprietà di un autonoleggio. Il pomeriggio successivo, l’11 aprile, è stato rintracciato, nei pressi del luogo in cui era parcheggita la Seat, un giovane croato, il quale cercava proprio quell’automobile, aveva infatti con sé le chiavi del mezzo. Portato in Questura, dagli accertamenti è emerso che si trattava dell’autista di uno dei tre veicoli. A quel punto il cittadino croato, L. P., classe 1994, residente a Fiume, è stato fermato poiché indagato in concorso con altri ignoti per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e ristretto alla casa circondariale di Trieste a disposizione della Procura della Repubblica, che coordina le indagini.