24 giugno 2018
Aggiornato 01:00
Eventi & Cultura | Martedì 17 aprile, alle 17

‘Incontriamoci in Soprintendenza’: appuntamento a Palazzo Economo

A parlarne sarà Luca Geroni, storico dell’arte, da anni interessato anche al settore delle arti applicate

‘Incontriamoci in Soprintendenza’: appuntamento a Palazzo Economo (© Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Martedì 17 aprile, alle 17, a Trieste, al Salone Piemontese di Palazzo Economo, sede della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia, nell’ambito del ciclo ‘Incontriamoci in Soprintendenza’, si terrà una conferenza dedicata alla sopravvivenza di fogge, stili e tecniche delle antiche botteghe orafe bizantine nei gioielli popolari di fattura italiana, soprattutto meridionale. A parlarne sarà Luca Geroni, storico dell’arte, da anni interessato anche al settore - ingiustamente considerato «minore» - delle arti applicate; in particolare si è occupato di oreficeria e argenteria e di recente è stato nominato Ispettore onorario della Soprintendenza proprio in questo ambito.

L’INTERVENTO INTRECCIA TEMI DI ARCHEOLOGIA, STORIA DELL’ARTE E ETNOGRAFIA, mettendo in risalto la sopravvivenza di motivi e tecniche della produzione aurea bizantina nell’oreficeria popolare italiana. Si tratta di una prospettiva nuova per questo settore di studi: finora gli esperti si erano limitati a mettere in relazione i gioielli etnografici con quelli dell’antichità mesopotamica, greca, romana ed etrusca trascurando però l’apporto di Bisanzio che, viceversa, fu – assieme alle popolazioni barbariche – il tramite privilegiato tra l’antico e il moderno, sia a livello di tecniche usate, quali la granulazione e la filigrana, sia a livello di fogge, dal più noto «orecchino a navicella» al meno studiato 'anello a figaro'.

NEL CORSO DELLA CONFERENZA, con l’ausilio di una videoproiezione, saranno illustrati esemplari di gioielli popolari – posti a confronto con quelli antichi – tutti provenienti da collezioni pubbliche e private del Friuli Venezia Giulia, valorizzando così un patrimonio non sempre sufficientemente conosciuto dal grande pubblico, come ad esempio la grande raccolta etnografica di Gaetano Perusini, storico e studioso delle tradizioni friulane. Inoltre verrà anche spiegato come, in generale, i gioielli popolari abbiano concorso significativamente, nel corso dei secoli, a definire i costumi tradizionali italiani.

Informazioni: www.sabap.fvg.beniculturali.it | Facebook |