25 aprile 2018
Aggiornato 10:30
Trieste

Il lavoro femminile: forza e debolezza della Regione

Il Rapporto 2017 sul lavoro femminile in Regione, che verrà presentato giovedì 19 aprile, risulta essere una fotografia della situazione attuale nel territorio; con i suoi segnali positivi ma anche con la permanenza di alcune criticità che faticano a estinguersi

Sede della Regione (© Regione Friuli-Venezia Giulia)

UDINE - Sarà presentato il prossimo 19 aprile, dalle 15 alle 18.30, nel Palazzo della Regione a Trieste (sala Predonzani), il Rapporto 2017 sul lavoro femminile in Friuli Venezia Giulia, a cura della consigliera regionale di parità Roberta Nunin.

IL RAPPORTO - Il volume si propone di fornire una fotografia aggiornata dello stato dell'occupazione delle donne in Friuli Venezia Giulia evidenziando i segnali positivi,  ma anche la permanenza di una serie di criticità che, in un momento nel quale si segnala una positiva dinamica in crescita dell'occupazione femminile, continuano a incidere in modo non irrilevante sulle prospettive occupazionali e di carriera delle donne.

LA SITUAZIONE - Anche in Friuli Venezia Giulia, che può vantare dati migliori rispetto a una parte consistente del Paese e dove si è registrato un significativo impegno volto allo sviluppo di un sistema normativo attento a profili di genere (anche attraverso il consolidamento di una serie importante di soggetti istituzionali: dall'istituzione, nel 1991, della commissione regionale per le pari opportunità, a quella del consigliere regionale di parità), continuano a registrarsi fenomeni di segregazione occupazionale, divari retributivi, percorsi di carriera spezzati o interrotti precocemente per la difficoltà di conciliare gli impegni lavorativi con quelli familiari e di cura.

DISCRIMINATE - Si tratta di situazioni che contribuiscono a disegnare un contesto nel quale possono trovare spazio condotte e prassi discriminatorie che si alimentano di stereotipi e pregiudizi, nonostante da anni si registri una crescita imponente dei tassi di scolarizzazione femminile, la quale evidenzia ormai un primato non solo quantitativo ma pure qualitativo delle donne, anche nei livelli più avanzati della formazione. La sottovalutazione del ruolo delle donne nel mercato del lavoro, la penalizzazione delle carriere e la non valorizzazione degli esiti brillanti dei percorsi formativi di terzo livello intrapresi da sempre più ragazze, significa continuare a dilapidare un prezioso capitale umano e ostinarsi a spingere l'Italia lungo un pericoloso piano inclinato reso già evidente dai dati relativi al 2017 resi noti dal Worl Economic Forum, che attribuiscono all'Italia l'ottantaduesimo posto nel Gender Gap Index.

L'INCONTRO - In quest'ottica, il convegno vuole essere un'occasione per condividere i dati rilevati dall'analisi dei report presentati dalle imprese di maggiori dimensioni della nostra regione e per discutere, con le studiose che hanno collaborato alla stesura del Rapporto, una serie di questioni che verranno analizzate in chiave più generale, per fornire strumenti di riflessione ai diversi soggetti interessati, a partire dai decisori politici e dalle parti sociali.

INTERVENTI - I diversi profili di interesse (dal quadro economico con i dati più recenti sull'occupazione femminile, alla questione del divario retributivo, all'impatto delle forme di lavoro atipico/precario sulla componente femminile, ai percorsi di carriera, alle tendenze della contrattazione collettiva "di genere") saranno affrontati nelle relazioni delle docenti Laura Chies e Maria Dolores Ferrara dell'Università di Trieste e Valeria Filì dell'Università di Udine. Ulteriori approfondimenti saranno forniti dagli interventi di Carlos Corvino e Franca Parpaiola e delle quattro consigliere di parità di Trieste, Udine, Gorizia e Pordenone. A coordinare i lavori e a trarre le conclusioni sarà la consigliera regionale di parità Roberta Nunin, docente di Diritto del lavoro presso l'ateneo triestino.