25 giugno 2018
Aggiornato 02:00
Politica | Salute

"Monitoraggio Biologico Umano": completato lo studio pilota sui residenti a Servola e a Monfalcone

Diego Serraino, responsabile dello studio e direttore della Struttura organizzativa complessa di Epidemiologia oncologica del Cro: «Sotto il profilo sanitario, non evidenziati risultati significativi rispetto alla presenza di inquinanti nelle urine delle persone»

"Monitoraggio Biologico Umano": completato lo studio pilota sui residenti a Servola e a Monfalcone (© Shutterstock.com)

TRIESTE - Si è concluso lo studio pilota per il 'Monitoraggio Biologico Umano' delle persone residenti in prossimità dell'impianto siderurgico della Ferriera di Servola a Trieste e della centrale termoelettrica A2A di Monfalcone. La ricerca è stata commissionata dalla Direzione centrale salute della Regione e condotta dal Cro di Aviano, in collaborazione con le Aziende per l'assistenza sanitaria 1 e 2 e con l'Agenzia regionale per l'ambiente. Le analisi di laboratorio, particolarmente complesse, sono state affidate ad un ente terzo specializzato e certificato Iso 9001 che è stato individuato nel Centro diagnostico ambrosiano Cedam di Milano.

L'indagine pilota ha riguardato complessivamente 151 persone suddivise in tre gruppi: 50 persone (25 uomini e  25 donne di età compresa tra i 18 e i 74 anni) scelte casualmente dall'elenco dei residenti da almeno 5 anni entro un raggio di 800 metri dalla Ferriera di Servola; 50 persone, con le medesime caratteristiche per sesso ed età, residenti da almeno 5 anni entro 1.300 metri dalla centrale A2A di Monfalcone; un terzo gruppo di 51 volontari ricoverati nell'ospedale di Gorizia, non residenti né a Trieste né a Monfalcone, omogenei per età e sesso ai gruppi precedenti, utilizzato come termine di riferimento comparativo.
Date le complessità metodologiche e le notevoli risorse necessarie, lo studio pilota è stato condotto su un numero limitato di persone per verificare le metodologie di campionatura della popolazione e di rilevamento degli inquinanti e per valutare la fattibilità e l'opportunità di una eventuale successiva indagine biologica umana su una fascia di popolazione più ampia.

Per valutare la volontà delle popolazioni ad aderire a tale ricerca, è stata creata una lista casuale dei residenti con le caratteristiche sopra descritte per procedere poi a un invito formale. In questa ottica, è stato necessario contattare un numero di residenti più di due volte superiore all'obiettivo prefissato. In particolare a Monfalcone l'adesione è stata del 40% rispetto alle persone a cui è stata chiesta la disponibilità a partecipare all'indagine e del 41% a Servola, con una maggiore disponibilità tra le donne (45,5% a Monfalcone, contro il 35,7% degli uomini e 46,3% a Trieste, contro il 36,8% degli uomini). Questo nonostante le richieste a partecipare all'indagine siano state accompagnate da una dettagliata informativa sugli scopi e le modalità del progetto e vi sia stato l'intervento diretto di medici e sanitari con il ruolo di facilitatori verso le persone  ontattate. «Statisticamente parlando, l'adesione può considerarsi bassa, essendo nettamente al di sotto del 75% atteso», afferma Diego Serraino, responsabile dello studio e direttore della Struttura organizzativa complessa di Epidemiologia oncologica del Cro. Sono stati oltre una ventina gli inquinanti atmosferici misurati nelle urine, in prevalenza metalli pesanti: alluminio, antimonio, arsenico, bario, berillio, cadmio, cobalto, cotinina, cromo, ferro, manganese, mercurio, piombo, rame, vanadio, zinco, 8 nitro-1-pirenolo conosciuto anche come 8-OHNP marker molecolare delle emissioni diesel, diossine e acido trans-muconico.

«Sotto il profilo sanitario, lo studio non evidenzia risultati sostanzialmente significativi rispetto alla presenza di inquinanti nelle urine delle persone», è il commento di Serraino. Nella gran maggioranza delle persone, infatti, non sono stati rilevati valori superiori ai limiti di laboratorio. In particolare, nessun inquinante atmosferico è stato riscontrato in 33 persone su 50 a Monfalcone e in 32 su 50 a Servola. «In sostanza - evidenzia ancora Serraino - da questa fase pilota risulta che i casi con valori alterati sono pochi e riguardano prevalentemente la presenza nelle urine di cotinina, alcaloide del tabacco e metabolita della nicotina, riconducibile al fumo da sigaretta». Altri casi isolati (da 1 fino al massimo di 3 sforamenti per marcatore in entrambi i gruppi di uomini o donne residenti a Monfalcone o Servola) presentano qualche alterazione nei valori di alcuni singoli marcatori.

Al termine dei rilevamenti tutte le persone che ne hanno fatto richiesta hanno ricevuto copia dei risultati delle analisi ed eventualmente invitate ad un approfondimento specifico presso la struttura sanitaria di competenza. Al momento, solo alcune di queste persone hanno richiesto di approfondire le analisi. Contemporaneamente alle analisi sanitarie, Arpa Fvg ha anche condotto un'indagine sulla presenza degli stessi metalli nella atmosfera delle due aree di studio, i cui risultati saranno inclusi nel rapporto completo dello studio pilota.

I risultati di questo studio pilota possono definirsi confortanti in termini di fattibilità e di risultanze preliminari. Nonostante la bassa adesione, la Regione Fvg ha comunque espresso l'intenzione di condurre ulteriori approfondimenti e in ogni caso ritiene opportuno effettuare analisi analoghe in altre aree industriali del Friuli Venezia Giulia.  Il rapporto completo sarà disponibile a giorni sul sito della Regione, dell'Irccs Cro di Aviano e dell'Arpa Fvg per la presentazione dettagliata dei risultati.