22 ottobre 2018
Aggiornato 21:30

25 Aprile, Serracchiani: «Fermi su valori fondamentali»

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il rabbino della città, Alexander Meloni, sono stati contestati durante la cerimonia

TRIESTE - «Nessuno mai dimentichi che il 25 aprile è l'anniversario di una grande vittoria contro l'intolleranza e la violenza generate da una distorta idea di supremazia razziale e nazionale». Lo afferma la deputata del Pd Debora Serracchiani, che a Trieste partecipa alla solenne cerimonia alla Risiera di San Sabba, in occasione del 73°anniversario della Liberazione. «Viviamo un momento storico complesso - ha riflettuto Serracchiani - in cui qualcuno dichiara superati e irrilevanti i discrimini ideali e valoriali, mentre altri auspicano il ritorno di quelle frontiere su cui si sono combattute due guerre mondiali. Per questo bisogna riaffermare, anche attraverso le scelte, i valori che hanno ispirato la Resistenza e portato il nostro Paese alla democrazia repubblicana». Per Serracchiani «solo tenendo fermo su quei valori fondamentali potremo continuare ad avere fiducia nel progresso della solidarietà sociale e dei diritti individuali. Perché ogni singolo passo avanti avviene all'interno di una precisa visione della società».

Il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, e il rabbino della città, Alexander Meloni, sono stati contestati durante la cerimonia per il 25 aprile alla Risiera di San Sabba. Nel momento in cui il primo cittadino ha preso la parola dal pubblico sono partiti fischi e 'Vergogna'. Dalla folla anche qualche accusa di essere 'fascista'. Sventolando fazzoletti rossi verso il cielo i contestatori hanno cominciato a intonare il canto 'Bella Ciao'. La contestazione è proseguita fino a quando il sindaco non ha concluso il suo intervento, che, appunto, non è stato interrotto. Analoghe proteste quando ha preso la parola il rabbino, Alexander Meloni. Quando poi sono comparse bandiere palestinesi, la comunità ebraica ha abbandonato la cerimonia.