22 ottobre 2018
Aggiornato 20:30

Avevano un arsenale in casa, arrestati padre e figlio. Trovato in Spagna il terzo complice, ricercato

Il professionista si trova attualmente ristretto in Spagna in attesa del compimento delle procedure estradizionali per la consegna in Italia
Avevano un arsenale in casa, arrestati padre e figlio. Trovato in Spagna il terzo complice, ricercato
Avevano un arsenale in casa, arrestati padre e figlio. Trovato in Spagna il terzo complice, ricercato (Polizia di Trieste)

FVG - Lo scorso febbraio la polizia di Trieste aveva scoperto un vero e proprio arsenale tra Duino e Monfalcone, padre e figlio erano stati arrestati dalla Polizia di Stato. Si trattava di P. M., classe 1963, che nella vita era un libero professionista, e del figlio, 26enne, P. G, studente universitario. All’appello mancava una terza persona.

IL RICERCATO - Le indagini sono continuate: la polizia ha effettuato una serie di accertamenti sotto lo stretto coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste a seguito dei quali è stata emessa dal Gip del capoluogo giuliano una misura di custodia cautelare in carcere con relativo mandato di arresto europeo. Le ricerche che sono proseguite anche in campo internazionale grazie al servizio per la cooperazione internazionale di polizia del dipartimento della pubblica sicurezza, hanno consentito alla polizia spagnola, di rintracciare il ricercato, L. F., queste le sue iniziali, durante un controllo e di trarlo in arresto. Il professionista si trova attualmente ristretto in Spagna in attesa del compimento delle procedure estradizionali per la consegna in Italia. 

COSA ERA SUCCESSO - Nell’ambito di articolate attività di indagine dirette dalla Procura della Repubblica – Dda di Trieste, nel pomeriggio di giovedì 8 febbraio, gli agenti della Squadra Mobile del capoluogo giuliano, con il supporto dei colleghi di Gorizia, nonché del nucleo regionale artificieri della polizia di Stato e della polizia scientifica di Trieste, nel corso di mirati servizi volti alla prevenzione e contrasto dei reati in materia di armi ed esplosivi, hanno effettuato una serie di perquisizioni in alcune abitazioni tra il comune di Duino, frazione di Sistiana, e Monfalcone. Le indagini avevano infatti indotto gli agenti a credere che gli indagati potessero occultare e detenere armi, anche a elevato impatto offensivo.

A DUINO - E infatti così è stato: i poliziotti hanno trovato, in una villetta di Duino Aurisina, della quale i due avevano disponibilità, assieme a una terza persona non rintracciata, una pistola Beretta munita di due caricatori entrambi con 15 cartucce, tutto sarebbe in risultato di un furto. Rinvenuto anche un caricatore detto a ‘banana’ privo di munizionamento, 19 cartucce calibro 9, marca Cbc; 42 cartucce calibro 7 di marca S&B e un lanciarazzi militare, di marca Zolja, con relativo proietto pronto all’utilizzo.

A MONFALCONE - Nell’abitazione di Monfalcone, dove padre e figlio risiedono, i poliziotti hanno invece trovato, occultata nel vano sottosella di un ciclomotore che si trovava all’interno del garage, una pistola mitragliatrice ‘Scorpion’ con relativo caricatore e calcio ribaltabile, che ne consente l’utilizzo, oltre che a una mano, anche a due mani, assicurandone una maggiore stabilità nell’impiego del tiro a raffica.

A TURRIACCO - Nell’abitazione della terza persona, non rintracciata, sono inoltre stati rinvenuti e sequestrati una pistola ad aria compressa marca Skif, munita di due caricatori e relativo munizionamento, 50 cartucce Fiocchi calibro 9 corto, 11 bossoli di cui 7 calibro 9, quattro 38 special e ancora 60 cartucce, di cui 25 marca Fiocchi calibro 12, 25 di marca Titano sempre calibro 12 e 10 marca Winchester ancora calibro 12.

INDAGINI ANCORA IN CORSO - Le indagini proseguono per chiarire, non solo la provenienza delle stesse, ma come gli indagati abbiano fatto a reperire le armi, soprattutto il lanciarazzi e la pistola mitragliatrice, la cui detenzione, assolutamente vietata in quanto considerate da guerra o 'tipo guerra', determina l’arresto obbligatorio. Sulla scorta degli elementi raccolti, i due sono stati tratti in arresto e condotti alla casa circondariale di Trieste, a disposizione della Procura della Repubblica che coordina le indagini.