27 maggio 2018
Aggiornato 01:00
Cronaca

Imposte non pagate per oltre 200 mila euro: nei guai i proprietari di un noto locale triestino

Le Fiamme Gialle hanno sequestrato due immobili e quote societarie di 6 imprese riconducibili a un noto gruppo operante nel settore della ristorazione

Imposte non pagate per oltre 200 mila euro: nei guai i proprietari di un noto locale triestino (© Adobe Stock)

TRIESTE – Hanno avaso le tasse per oltre 220 mila euro, tre le persone indagate. Secondo quanto indicato dai finanzieri in una nota: «Si tratta di una mera struttura dal netto profilo antisociale che da anni operava a Trieste, capace di forte espansione e munita di sofisticati metodi evasivi rivelati dall’intensa attività investigativa svolta dagli uomini del Nucleo. Tre sono gli indagati su cui gravano specifiche accuse che si assommano a quelle precedentemente formalizzate».

LE FIAMME GIALLE del nucleo di polizia economico-finanziaria di Trieste, su delega della Procura della Repubblica, hanno sequestrato nei giorni scorsi immobili e quote societarie degli amministratori di un gruppo di imprese operanti nella ristorazione a Trieste e in altre località del nord, già peraltro oggetto di attenzione anni fa.

IL PROVVEDIMENTO CAUTELARE è stato adottato a conclusione di complesse indagini che lo scorso anno avevano acclarato l’omessa presentazione della dichiarazione fiscale da parte di un notissimo locale triestino. Il ristorante è appartenente a un nutrito gruppo operante nel settore che - nel solo 2015 - ha nascosto al fisco un milione di euro di incassi. I danni per l’erario sono stati pari a oltre cento mila euro, relativi alle imposte dirette e all’iva non riscosse. Un immobile di pregio, sito in pieno centro città, risultato essere nella disponibilità di uno degli indagati, all’epoca fu sottoposto a sequestro «per equivalente» e, ancora oggi, è vincolato.

I SUCCESSIVI E ARTICOLATI SVILUPPI INVESTIGATIVI hanno rivelato che gli amministratori del gruppo societario avevano preordinatamente architettato di eseguire un disegno fraudolento, al fine di sottrarsi agli obblighi emersi a seguito di un controllo fiscale condotto dalle Fiamme Gialle nel 2010, anch’esso conclusosi con la scoperta di una rilevante evasione fiscale, ovvero con la notifica di cartelle esattoriali per oltre 220 mila euro.

INFATTI, ALLO SCOPO DI ELUDERE LE PROCEDURE DI RISCOSSIONE coattive relative al quantum dovuto all’erario, gli indagati hanno trasferito formalmente il controllo dell’azienda debitrice a "prestanome" nullatenenti, dopo averla però «svuotata» dei beni aziendali che erano strumentali all'attività di ristorazione. La proprietà del locale è stata ceduta a una società costituita "ad hoc", che di fatto ha continuato nella gestione del medesimo ristorante-pizzeria senza preoccuparsi di assolvere al debito tributario.

SULLA SCORTA DI UN SOLIDO IMPIANTO PROBATORIO, la Procura della Repubblica di Trieste ha disposto perciò un ulteriore sequestro «per equivalente» di due immobili, situati in centro e nella rinomata località turistica di Rivisondoli (L’Aquila), nonché di quote societarie relative a sei imprese alle quali sono riconducibili locali del predetto gruppo, a Milano e a Udine. Nel mirino della Procura e Fiamme Gialle altri locali sempre operanti nella ristorazione.