15 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Marina Militare, Serracchiani: «Nave Audace non scompaia dalla flotta»

La deputata del Pd ha scritto al ministro della Difesa Roberta Pinotti per scongiurare la dismissione dell'imbarcazione simbolo per Trieste
Marina Militare, Serracchiani: «Nave Audace non scompaia dalla flotta»
Marina Militare, Serracchiani: «Nave Audace non scompaia dalla flotta» (Quartieri)

TRIESTE - La deputata del Pd Debora Serracchiani ha scritto al ministro della Difesa Roberta Pinotti per chiedere che una nave 'Audace' continui a solcare i mari sotto le insegne della Marina Militare italiana, e per ricordare il caso del nome "Trieste" da attribuire alla nuova portaelicotteri in costruzione. Serracchiani scrive di aver appreso «con sconforto» che, dopo dieci anni di ormeggio alle banchine della base di La Spezia, l'Audace è stata ceduta al cantiere turco Istanbul Shipyard, verso il quale sta facendo rotta in questi giorni per essere demolita. 

Riconoscendo in Pinotti «sensibilità nei confronti della nostra storia patria, e in particolare verso i simboli più alti che sul confine orientale d'Italia testimoniano sofferenza, gloria e sospirata pace», Serracchiani evidenzia che «uno di questi simboli è racchiuso nel nome Audace»«Nel cuore di Trieste s'infigge un molo bianco, che - ricorda Serracchiani - con i tuoi occhi hai visto quanto sia amato dai triestini: il nome di quel molo ricorda un evento capitale della storia d'Italia, giacché Audace si chiamava la prima nave italiana che attracco' in Trieste redenta il 3 novembre 1918. In seguito, il nome è stato portato dal cacciatorpediniere lanciamissili Audace, andato in disarmo nel 2006, che ha rappresentato un fiore all’occhiello del Paese, in Italia e all’estero. A testimonianza del legame con il capoluogo giuliano ha ricevuto la bandiera di combattimento dal Comune di Trieste»

La parlamentare ha colto l'occasione per «tornare sull'incertezza che ancora avvolge il nome che dovrà portare la nuova portaelicotteri destinata a sostituire la nave Garibaldi. In base ad alcune iniziali indicazioni affidate soprattutto agli organi di stampa, cui è seguito un lungo silenzio, questa unità non dovrebbe portare più, come annunciato in precedenza, il nome della città di Trieste, ma sarebbe sostituito con quello di Paolo Thaon di Revel. Confesso che - ha sottolineato - una simile decisione appare incomprensibile e sconcertante». In proposito, Serracchiani ha precisato di aver già a suo tempo voluto «unire la mia voce a quella del sindaco Roberto Dipiazza, per spiegare le molte ragioni che chiedono di mantenere una promessa, ragioni storiche, di comune appartenenza a una radicata cultura del mare»«L'affetto con cui Trieste ti ha accolta il 24 maggio del 2016, assieme alle buone ragioni che ho provato a esporti, spero possa convincerti a non lasciare al tecnicismo dell'ordinaria amministrazione scelte che non hanno colore politico, ma - conclude Serracchiani - sono trasversalmente sentite e condivise nella popolazione».