15 novembre 2018
Aggiornato 16:00

Donna incinta sequestrata: fermato un 52enne che avrebbe dovuto portarla in Italia illegalmente

Il cittadino serbo, è ritenuto responsabile, in concorso con altri soggetti ancora in corso di identificazione, dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, estorsione, sequestro di persona
Donna incinta sequestrata: fermato un 52enne che avrebbe dovuto portarla in Italia illegalmente
Donna incinta sequestrata: fermato un 52enne che avrebbe dovuto portarla in Italia illegalmente (Diario di Trieste)

TRIESTE – Cerca di portare la moglie incinta in Italia, illegalmente, ma la donna viene rapita da una banda criminale che pretende ancora denaro per liberarla. La polizia di Trieste arresta un uomo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, sequestro di persona a scopo di estorsione.

NELLE PRIME ORE DEL MATTINO DELL’8 MAGGIO, gli agenti della squadra mobile della Questura di Trieste, coordinati dalla locale Procura della Repubblica, hanno sottoposto a fermo un cittadino serbo 52enne, B.D., le sue inziali, poiché ritenuto responsabile, in concorso con altri soggetti ancora in corso di identificazione, dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, estorsione, sequestro di persona a scopo di estorsione.

LA VICENDA è emersa a seguito dalla denuncia sporta dal marito della donna (al settimo mese di gravidanza) il quale, nella notte dello scorso 6 maggio, si è recato agli uffici della Questura per denunciare che la moglie era tenuta in ostaggio da parte di alcuni membri di un’organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: i malviventi dal Kosovo avrebbero dovuto portarla in Italia. Una volta ricevuto il compenso pattuito di 3 mila euro, i criminali avevano preteso la somma di ulteriori 3 mila euro per la liberazione della donna.

LA POLIZIA DI STATO del capoluogo giuliano ha dato avvio, immediatamente, a indagini serrate, coordinate dalla locale Procura della Repubblica, a seguito delle quali gli agenti sono potuti risalire al tipo e al modello di autovettura utilizzata dai trafficanti per giungere in Italia.

L’AUTOVETTURA, a seguito dei capillari servizi di osservazione e perlustrazione svolti, è stata intercettata nella tarda serata del 7 maggio, nei pressi di questa stazione ferroviaria di Trieste. Dopo un pedinamento, il veicolo è stato fermato dal personale del settore di polizia di frontiera terrestre di Trieste, mentre si apprestava a oltrepassare il valico di Rabuiese, in direzione della Slovenia. A bordo dell’auto un solo uomo che è stato accompagnato in Questura per i successivi approfondimenti investigativi. Gli ulteriori accertamenti hanno consentito di acclarare che il B.D. disponeva di un’utenza telefonica attraverso la quale la donna aveva, in alcune occasioni, nella giornata precedente, comunicato con il marito.

TRA GLI EFFETTI PERSONALI DEL FERMATO è stato anche rinvenuto un biglietto aereo per il Kosovo intestato a terza persona, ulteriore membro del gruppo criminale. Contestualmente al fermo dell’uomo gli agenti sono venuti a conoscenza del fatto che la donna era stata rilasciata dopo che suo fratello (residente in un altro stato europeo) aveva pagato ai trafficanti l’ulteriore somma di denaro richiesta. In quanto al 52enne serbo, è stato sottoposto accompagnato alla locale casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria.