20 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Basovizza: inaugurazione il monumento in memoria di tutti i Carabinieri infoibati

Oltre 250 – numero approssimato per difetto – il cui sacrificio è stato riconosciuto con la concessione, nel 2009, della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera dell’Arma
Basovizza: inaugurazione il monumento in memoria di tutti i Carabinieri infoibati
Basovizza: inaugurazione il monumento in memoria di tutti i Carabinieri infoibati (Carabinieri)

TRIESTE – Inaugurato il Monumento in Memoria di tutti i Carabinieri infoibati, scomparsi e soppressi. La cerimonia, si è tenuta alla Foiba di Basovizza – Monumento Nazionale, nel comune di Trieste, nella attinata del 16 maggio, alla presenza del sindaco di Trieste,Roberto Dipiazza, e del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Giovanni Nistri.

LA CERIMONIA - Dopo l’Alzabandiera è stato scoperto il monumento: un monolite in marmo Aurisina, sormontato da una granata con fiamma a 13 lingue e con incisa la frase «In memoria di Tutti i Carabinieri Infoibati, scomparsi e soppressi». Il monumento è stato posizionato nell’area in cui sono già presenti i cippi eretti in memoria di Alpini, Finanzieri e Poliziotti. La cerimonia è quindi proseguita con la resa degli onori ai Caduti, che si è svolta alla presenza del presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedrig,a e del Commissario del Governo in Fvg, il Prefetto di Trieste, Annapaola Porzio.

IL MONUMENTO, voluto e realizzato dal Comune di Trieste, è stato eretto in memoria di tutti i Carabinieri che nel periodo dall’8 settembre 1943 al 10 febbraio 1947, in Istria, Dalmazia, e nelle province di Trieste e Gorizia, sono stati infoibati, soppressi o sono scomparsi.

DOPO L’8 SETTEMBRE 1943 sul fronte jugoslavo quasi diecimila italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia furono uccisi a più riprese, fino al 10 febbraio 1947, giorno della firma del Trattato di pace che assegnò alla Jugoslavia l’Istria e buona parte della Venezia Giulia. Molti di loro, non solo esponenti del regime fascista ma in maggioranza civili, finirono in quelle cavità verticali tipiche della regione carsica e dell’Istria, le foibe, ove spesso venivano lanciati ancora in vita. Tra questi ci furono tanti Carabinieri, perlopiù in forza alla Legione territoriale di Trieste o ai Battaglioni mobilitati operanti nell’area, rimasti al proprio posto per difendere la popolazione. Oltre 250 – numero approssimato per difetto – il cui sacrificio è stato riconosciuto con la concessione, nel 2009, della Medaglia d’Oro al Merito Civile alla Bandiera dell’Arma dei Carabinieri.