15 novembre 2018
Aggiornato 15:30

Ussai (M5S) segnala alcune condotte illecite nelle sale slot di Trieste

Per il consigliere pentastellato non è più possibile che la legge regionale di contrasto al gioco d'azzardo resti ancora inapplicata nella maggioranza dei comuni del Friuli Venezia Giulia
Ussai (M5S) segnala alcune condotte illecite nelle sale slot di Trieste
Ussai (M5S) segnala alcune condotte illecite nelle sale slot di Trieste (Adobe)

TRIESTE - «Ho presentato alla Polizia locale una segnalazione riguardante la condotta illecita e sanzionabile tenuta da alcuni esercenti che gestiscono sale slot nel comune di Trieste. Non è più possibile che la legge regionale di contrasto al gioco d'azzardo che nel 2017 il Movimento 5 Stelle ha contribuito a migliorare, resti ancora inapplicata nella maggioranza dei comuni del Friuli Venezia Giulia». A renderlo noto è il consigliere regionale pentastellato Andrea Ussai, che aggiunge: «La dipendenza dal gioco d'azzardo è in costante aumento, anche in Friuli Venezia Giulia. I numeri che descrivono il fenomeno sono estremamente preoccupanti: nella nostra regione nel 2016 il volume medio di gioco pro capite è stato di 1.343 euro per un totale di quasi 1,5 miliardi, nonostante (o a causa) la crisi economica. Le stime parlano di circa il 3% di giocatori problematici e circa l'1.5% di giocatori patologici. Nel 2017 le persone che si sono rivolte ai servizi sanitari per affrontare il problema di gioco d'azzardo patologico attraverso un percorso terapeutico sono state 502».

I COMUNI FANNO ANCORA TROPPO POCO - La legge regionale emanata nel 2014 prevedeva interventi orientati alla prevenzione, al trattamento, al contrasto e alla promozione della consapevolezza dei rischi correlati alla dipendenza da gioco d'azzardo. «Legge che inizialmente non stanziava risorse - afferma Ussai - e che è stata del tutto inefficace perché non applicata. La successiva legge regionale 26/2017, promulgata su impulso del Movimento 5 Stelle, ha introdotto importanti novità per rendere più stringente la normativa. Tra le più importanti, sono stati aggiunti luoghi sensibili quali ad esempio banche e stazioni ferroviarie, si è previsto l'obbligo di adeguamento alla distanza dai luoghi sensibili anche per le attività già in corso, il divieto di pubblicità relativa all'apertura o all'esercizio di sale da gioco e sale scommesse, il divieto di oscurare le vetrine dei locali, incentivi a chi decide di disinstallare gli apparecchi per il gioco e lo stop ai contributi della Regione per gli esercizi che decidono di continuare a guadagnare dalle slot machine». Nonostante la lotta alla dipendenza sia improba, anche a causa dell'aumento del gioco on-line, l'applicazione di queste norme potrebbe davvero essere di vitale importanza per aiutare i cittadini entrati nella spirale del gioco. «I Comuni però stanno facendo davvero troppo poco per il contrasto al gioco d'azzardo - continua Ussai. Secondo una recente ricognizione effettuata dalla Direzione centrale salute, su 215 Comuni solo 38 hanno predisposto un elenco dei luoghi sensibili presenti sul proprio territorio e solo 13 hanno attuato una limitazione degli orari di apertura delle sale da gioco e del funzionamento delle apparecchiature. E' davvero sconsolante constatare che tra questi non ci sia il comune capoluogo, Trieste».

SERVONO MAGGIORI CONTROLLI - A quasi un anno dall'emanazione della legge, in tutta la regione ci sono stati pochissimi verbali di illeciti amministrativi e conseguenti sanzioni. «Per questo motivo negli scorsi giorni - spiega Ussai - abbiamo depositato nel Consiglio comunale di Trieste una mozione che impegna il sindaco a esercitare con maggior efficacia le funzioni di vigilanza e controllo, predisponendo inoltre l'elenco dei luoghi sensibili e stabilendo gli orari di apertura delle sale gioco sul suolo comunale». «Inoltre ho personalmente presentato alla Polizia locale una segnalazione riguardante la condotta illecita e sanzionabile tenuta da alcuni esercenti che continuano a oscurare le vetrine degli esercizi commerciali in cui sono istallati apparecchi per il gioco lecito. Non è più possibile - conclude il consigliere pentastellato - che la legge regionale di contrasto al gioco d'azzardo resti ancora inapplicata nella maggioranza dei comuni del Fvg».