21 giugno 2018
Aggiornato 00:30
Politica | La nomina

Romoli è il nuovo presidente del Consiglio regionale

Il Pd approva la scelta, mentre i Cittadini criticano i demo per non aver lasciato spazio agli alleati nella scelta dell'ufficio di presidenza

Ettore Romoli (© Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE - Ettore Romoli è il nuovo presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. E' stato eletto alla prima votazione, con 33 voti, e subito dopo l'insediamento ha ringraziato l'Aula e ha tracciato le linee che caratterizzeranno la sua presidenza in questa XII legislatura regionale. Vicepresidenti sono stati eletti Stefano Mazzolini (Lega) con 29 preferenze e Francesco Russo (Pd) con 12. L'Aula ha quindi proceduto alle votazioni per l'elezione dei quattro consiglieri-segretari che vanno a completare l'Ufficio di presidenza. Sono risultati eletti Simone Polesello (Lega) con 28 preferenze, Christian Vaccher (Progetto Fvg) con 27, Cristiano Shaurli (Pd) con 12 e Igor Gabrovec (Ssk-Slovenska skupnost) con 10. Nomine che hanno già creato li primi malumori nell’opposizione, con i Cittadini che hanno criticato il Pd.

LE PAROLE DI BOLZONELLO - «La scelta di Ettore Romoli alla guida dell'Aula è una scelta che ci soddisfa ed è per questo motivo che abbiamo deciso di non presentare una candidatura di rottura avviando una stagione costruttiva e di dialogo con la maggioranza. Beninteso, ognuno con i propri ruoli». A dirlo è il capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Sergio Bolzonello, rimarcando inoltre che «nel suo intervento, Romoli lascia intendere la volontà di dare all'Aula un ruolo operativo importante: vedremo con interesse lo sviluppo delle prossime sedute». «Esprimo infine soddisfazione - aggiunge ancora Bolzonello – per la scelta di Francesco Russo come vicepresidente e per Cristiano Shaurli nell'Ufficio di presidenza, nel quale entra anche Igor Gabrovec: un ulteriore segnale di valorizzazione e attenzione alle minoranze linguistiche, nel caso specifico a quella slovena».

LA CRITICA DEI CITTADINI - «Forse ha ragione il Ministro Calenda: gli elettori hanno suonato la campanella di fine ricreazione, ma il Pd fa finta di non sentire».  A dirlo è Tiziano Centis, capogruppo dei Cittadini, a seguito dell’elezione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale. Cos’è successo? Il Partito Democratico ha imposto i suoi uomini in tutti e tre i posti destinati all’opposizione, ignorando completamente i propri alleati di coalizione. Un errore che, come ricorda Centis, «va contro la stessa natura dell’Ufficio di Presidenza, in quanto la presenza di più Gruppi consiliari nell’organo massimo di autogoverno del Consiglio regionale è garanzia di equilibrio e pluralismo». Un atteggiamento che Centis non esita a definire «arrogante e politicamente dissennato, in quanto rispondente solo ad egoismi e logiche spartitorie di partito, sacrificando il pluralismo ed il naturale equilibrio che avrebbe visto la presenza anche di chi ha condiviso con i democratici un’alleanza e un programma a sostegno del suo candidato presidente». «La posizione del partito democratico ci lascia sconcertati e dimostra che le recenti elezioni hanno lasciato nel Pd alcuni vizi e molte insoddisfazioni. Evidentemente chi dovrebbe governarle e saper ricostruire non è in grado di farlo. Una scelta priva di serietà – ha concluso il capogruppo dei Cittadini – della quale, per il futuro, dovremo necessariamente tenere conto».