22 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Sertubi, Fedriga: «Intervento sulle dogane per sblocco made in Italy»

Tema all'ordine del giorno la certificazione dei codici dei tubi importati dall'India e lavorati a Trieste che non vengono riconosciuti dall'Agenzia delle dogane come prodotti in Italia
Sertubi, Fedriga: «Intervento sulle dogane per sblocco made in Italy»
Sertubi, Fedriga: «Intervento sulle dogane per sblocco made in Italy» (Fedriga)

TRIESTE - «L'impegno della Regione è quello di coinvolgere direttamente l'Agenzia delle dogane per una soluzione che sblocchi quello stop al made in Italy imposto a Sertubi che rischia di generare una crisi occupazionale. A tal fine mi recherò a Roma la prossima settimana per un immediato confronto, auspicabilmente con un rappresentante del nuovo Governo, per sensibilizzare a livello istituzionale i vertici dell'Agenzia facendo appello al buon senso». Questo il concetto espresso a Trieste dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, nel corso di un incontro con le Rsu di Fim e Uilm e la direzione dello stabilimento della Sertubi, azienda che fa capo alla Jindal Saw Italia. Tema all'ordine del giorno la certificazione dei codici dei tubi importati dall'India e lavorati a Trieste che non vengono riconosciuti dall'Agenzia delle dogane come 'made in Italy', con gravi conseguenze sulle esportazioni in Iraq dove si concentra la gran parte dell'attuale mercato di Sertubi. Presenti al tavolo e al successivo sopralluogo all'impianto anche gli assessori Sergio Bini (Attività produttive) e Alessia Rosolen (Lavoro).

Come ha spiegato Fedriga, la strada per avviare una procedura di modifica regolamentare a livello europeo non rappresenta una soluzione praticabile, in quanto i tempi non sono ragionevolmente compatibili alle esigenze operative dell'azienda. Più realistica, invece, la scelta di intervenire internamente, a livello statale, per favorire un'interpretazione «non autolesionistica», poiché «lo Stato deve agevolare la produzione nazionale e non ostacolarla», ha detto il governatore. Sempre Fedriga, per rappresentare il paradosso della situazione in cui si trova Sertubi, ha rimarcato il fatto che se il processo produttivo fosse inverso, ovvero produzione al grezzo in Italia e lavorazione finale in India, i tubi in ghisa otterrebbero il marchio tricolore. Da parte sua l'assessore alle Attività produttive, Sergio Bini, ha ribadito che l'Amministrazione regionale farà ogni sforzo per la salvaguardia di un sito industriale importante non solo per Trieste ma per tutto il Friuli Venezia Giulia. «In tal senso - ha detto Bini - ci adopereremo fin da subito con il ministero dello Sviluppo economico e l'Agenzia delle dogane». Infine l'assessore al Lavoro, Alessia Rosolen, registrando le segnalazioni dell'azienda su altri prodotti che pur avendo lo stesso tipo di lavorazione all'estero hanno riconosciuto il made in Italy, ha garantito l'impegno della Regione a difesa dei lavoratori di Sertubi, affinché all'interno del tessuto occupazionale triestino «nessuno sia lasciato a casa».