23 ottobre 2018
Aggiornato 16:30

Convegno "Cure all'estero?", per un sistema di sanità transfrontaliera

"Per la creazione di un sistema di cure sanitarie transfrontaliere a costi sostenibili e qualità eccellente, capace di ottimizzare i presidi esistenti", spiega Marcello Fracanzani, docente all'Università di Udine e giudice in Cassazione.
Assessore Pierpaolo Roberti al convegno internazionale diritto amministrativo per sanità transfrontaliera
Assessore Pierpaolo Roberti al convegno internazionale diritto amministrativo per sanità transfrontaliera (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «Sono convinto che sia utilissimo condividere in futuro, con i soggetti di riferimento nel campo del diritto e della giustizia amministrativa la trattazione di temi che corrispondono alle esigenze della Regione».

L'ASSESSORE PIERPAOLO ROBERTI - È il messaggio che l'assessore ad Autonomie locali, Sicurezza e Politiche comunitarie del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, ha rivolto a Trieste, nel palazzo della Regione, al Tar regionale, all'associazione degli Avvocati amministrativisti e al mondo accademico del territorio (in questo caso l'Università di Udine), organizzatori del convegno "Cure all'estero? Per un servizio sanitario pubblico transfrontaliero nell'Euroregione Nord Adriatico". «Non intendiamo limitarci a ospitare convegni importanti come questo - ha osservato Roberti, intervenendo nell'assise - ma avviare una collaborazione che porti a uno scambio di conoscenze condivise su un'ampia gamma di temi che si riflettono sulla vita dei cittadini, come la sanità».

IL CONVEGNO - Condotto da Umberto Zuballi, già presidente del Tar Fvg, conta su relatori provenienti da Italia, Slovenia e Croazia. Come ha spiegato Marcello Fracanzani, docente dell'Università di Udine e giudice della Corte di Cassazione, «lo scenario è la creazione nell'area dell'Euroregione altoadriatica di un sistema di cure sanitarie transfrontaliere a costi sostenibili e qualità eccellente, capace di ottimizzare i presidi esistenti». A titolo di esempio, ha detto Fracanzani, «diventa più facile investire in impianti costosi negli ospedali d'area quando si fa riferimento a un bacino più ampio composto da almeno 3 milioni di pazienti italiani, sloveni e croati».

TAR ARRUOLATO - Proprio nel corso del convegno, la presidente del Tar Fvg, Oria Settesoldi, ha reso noto che «il Tar ha ottenuto il beneplacito formale del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa a entrare a far parte della costituenda associazione che porterà avanti lo studio comparato di diritto amministrativo tra Italia e Paesi confinanti».

POSIZIONE FAVOREVOLE DELLA REGIONE - Se i presupposti normativi per la sanità transfrontaliera risiedono, come ha ricordato Marcella Gola dell'Università di Bologna, nei principi della libera circolazione delle persone e dei servizi, il professor Leopoldo Coen dell'Università di Udine ha osservato che il Friuli Venezia Giulia è in una posizione favorevole grazie all'autonomia del proprio servizio sanitario regionale, cui si aggiunge l'ampia autonomia goduta per statuto dalle Aziende di assistenza sanitaria che consente loro «di stipulare accordi direttamente con aziende d'oltre confine».

ESEMPIO DELLA NOVA GORICA - Coen si è soffermato sull'esperienza del punto nascita di Nova Gorica, che fa da riferimento anche per i pazienti di Gorizia, e in generale alla sperimentazione della sanità transfrontaliera isontina che, ha evidenziato, fronteggia modelli disomogenei tra Italia e Slovenia sotto il profilo assicurativo ai fini dei rimborsi e sotto il profilo dell'accreditamento delle strutture. Nuovi interventi normativi, in questa fase, sono sconsigliabili secondo Coen, perché «spesso imputiamo alle leggi ciò che in realtà è deficit di organizzazione». Il convegno odierno ha goduto anche del patrocinio del Comune di Trieste, rappresentato dall'assessore ai Servizi e alle Politiche sociali, Carlo Grilli.