20 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Rubava auto e poi le 'modificava' per rivenderle: in manette un 50enne

L'uomo è stato sorpreso all’interno di un garage con un’auto rubata, targhe contraffatte e strumenti per modificare il telaio e la centralina
Rubava auto e poi le 'modificava' per rivenderle: in manette un 50enne
Rubava auto e poi le 'modificava' per rivenderle: in manette un 50enne (Polizia di Trieste)

TRIESTE – La polizia ha arrestato un cittadino serbo: l’uomo è stato sorpreso all’interno di un garage con un’auto rubata, targhe contraffatte e strumenti per modificare il telaio e la centralina.

NELL’AMBITO DELLE INDAGINI coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste, gli investigatori della sezione ‘reati contro il patrimonio’ della Squadra Mobile hanno tratto in arresto, per il reato di riciclaggio (ma non solo), A.D., cittadino serbo del 1968, che vive a Trieste e già noto alle orze dell’ordine. L’uomo, peraltro, era già destinatario di un’espulsione giudiziaria dal territorio nazionale, ma vi ha fatto nuovamente ingresso, irregolare.

GIÀ DALLA GIORNATA DEL 24 MAGGIO, a seguito di mirate attività volte al contrasto dei furti di autovetture e al successivo trasferimento delle stesse all’estero, il personale della Squadra Mobile ha raccolto una serie di elementi a seguito del furto di una vettura, commesso nel corso della precedente notte, nel territorio di Monfalcone. Gli agenti hanno dunque cominciato a cercare il mezzo all’interno di alcuni box auto nella zona di via Baiamonti, tanto che, sul retro di uno stabile, all’interno di un garage, i poliziotti hanno rinvenuto il mezzo. Osservando tra le feritoie della porta basculante, le forze dell’ordine hanno potuto leggere anche la targa del veicolo che, tuttavia, risultava abbinata a un altro tipo di vettura, risultata poi regolarmente parcheggiata in provincia di Rovigo. In serata, l’indagato è entrato nel garage dove si trovava l’auto ed è stato fermato: gli investigatori a quel punto hanno potuto verificare che l’auto parcheggiata era effettivamente quella rubata, ma con diverse targhe clonate applicate. La vettura presentava alcune parti del cruscotto e le serrature della portiera lato guida smontate, il cofano anteriore aperto e all’interno dell’abitacolo erano posizionati alcuni strumenti elettronici attaccati al sistema di avviamento del motore.

NEL CORSO DELLA PERQUISIZIONE, sono stati rinvenuti diversi telecomandi elettronici, serrature di autovetture, chiavi per accensione, porta targhe per auto, nonché numerosi attrezzi e dispositivi elettronici del tipo centraline di autovetture, targhe falsificate o riconducibili a mezzi già rubati, nonché targhette con numeri di telaio. È verosimile ritenere che il cittadino serbo, rubate le auto, si adoperasse per modificarne i sistemi di apertura, le targhe e i numeri di telaio per renderle non riconducibili a fatti di reato, portandole poi all’estero per rivenderle e ottenere un indebito profitto. Inoltre, a conclusione degli accertamenti sulla identità del soggetto è emerso come questi, con altro nome, fosse destinatario di un provvedimento di espulsione giudiziaria emessa ed eseguita, a seguito della quale l’indagato ha fatto rientro irregolare in Italia. Sulla scorta degli elementi raccolti, A.D. è stato tratto in arresto e portato alla locale casa circondariale a disposizione della Procura della Repubblica di Trieste che coordina le indagini.