20 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Programma di governo Fedriga, cooperazione tra Regione ed Enti locali

Dice Fedriga: "La cooperazione alla quale penso č snella, flessibile e dinamica. Veste i panni di pianificare e coordinare le attivitą, ma mai prevarica nč impone decisioni su chi č chiamato poi a lavorare quotidianamente sul territorio"
Governatore regionale Massimiliano Fedriga
Governatore regionale Massimiliano Fedriga (ANSA)

TRIESTE - Nel presentare in Consiglio regionale il programma di governo per la XII legislatura del Friuli Venezia Giulia, il governatore Massimiliano Fedriga ha riservato uno spazio importante agli Enti locali, «non solo in quanto emanazione della volontà popolare ma soprattutto a riconoscimento dell'inoppugnabile: com'è vero che ogni Comune rappresenta il punto di riferimento e primo interlocutore cui si affidano i cittadini, così la Regione non può rinunciare alle proprie prerogative volte a fornire loro risposte adeguate».

COOPERARE SENZA PREVARICARE - A questo proposito, Fedriga ha evidenziato la necessità di «risposte che, al pragmatismo, abbinino il rispetto delle identità, cardine della nostra società in generale e del Friuli Venezia Giulia in particolare". "La Regione alla quale penso - ha aggiunto - è snella, flessibile e dinamica e, dunque, veste i panni di pianificatrice, disegna le strategie, coordina le attività ma mai prevarica né impone le proprie decisioni su chi è poi chiamato, in una logica di piena cooperazione istituzionale e funzionale, a lavorare quotidianamente sul territorio».

PROTEGGERE L'IDENTITA' TERRITORIALE - Entrando nel dettaglio, il governatore ha affermato come «misure coercitive e sistemi fondati su penalizzazioni di qualsivoglia natura debbano pertanto essere sostituiti da modelli di area vasta che, indipendentemente dal loro nome di battesimo, poggino sui princìpi di libera associazione, efficientamento dei servizi e salvaguardia delle specificità».

SERVIRSI DEL PASSATO - Citando una valorizzazione all'insegna «di relazioni e non di isolamento", Fedriga ha sottolineato quanto «il concetto di confine, specie in virtù della storia che in queste terre affonda le proprie millenarie radici», vada legato «a una visione più ampia che faccia sue le preziose esperienze del passato per trasformare le incertezze che si accompagnano al futuro in opportunità". "La nostra regione - ha quindi concluso sull'argomento - può pertanto essere, a seconda dei punti di vista e delle modalità di intervento della mano pubblica, estrema periferia di un singolo Paese o snodo logistico e commerciale nell'intreccio di dinamiche internazionali».