20 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Linee programmatiche di Fedriga: la delusione di M5S e Pd

"Meno slogan e più soluzioni": questo il tenore delle critiche mosse al leghista dal gruppo consigliare pentastellato e dal segretario del del Fvg
Linee programmatiche di Fedriga: la delusione di M5S e Pd
Linee programmatiche di Fedriga: la delusione di M5S e Pd (Regione Friuli Venezia Giulia)

TRIESTE – Si aspettavano decisamente di più dal neo governatore Massimiliano Fedriga. Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, così come il Pd Fvg, si attendevano parole più incisive e line di indirizzo più chiare da parte del presidente della Regione nel suo discorso sulle linee programmatiche. «Meno slogan e più soluzioni»: questo il tenore delle critiche mosse al leghista. 

LE PERPLESSITA' DEI CINQUE STELLE - «Le parole che non ti ho detto». Così ‘bollano’ il programma di governo del presidente Fedriga i consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle Ilaria Dal Zovo, Mauro Capozzella, Cristian Sergo e Andrea Ussai. «Se da un lato certi riferimenti sono quelli che ci aspettavamo, alcuni dei quali presenti anche nel nostro programma elettorale, dall'altro alcuni passaggi ci lasciano perplessi per la pochezza dei contenuti e le tante dimenticanze. Nonostante la necessaria sintesi per comprimere un programma di 5 anni in una decina di pagine, diventa difficile dare un giudizio su un discorso che si ferma ai titoli e ai buoni propositi senza dare risposte ai grandi problemi della regione".  "Il presidente si è soffermato più sul metodo che nel merito delle questioni - continuano i pentastellati - non affrontando alcune criticità su cui si dovrà mettere mano nel corso della legislatura. Nulla ad esempio è stato detto sul futuro delle nostre partecipate, ma nemmeno sui problemi che il mondo agricolo affronta per colpa dell'ente pagatore Agea, sul compito dell'Amministrazione regionale in tema di vigilanza o sui rimborsi ai soci delle cooperative, sui problemi infrastrutturali principali, come i colli di bottiglia ferroviari o i dragaggi infiniti del fiume Corno, nulla sui treni acquistati da anni e mai messi in circolazione, né sulla mobilità sostenibile o sul servizio idrico che necessita di grossi investimenti e di essere pubblico».

PD: MENO SLOGAN E PIU' SOLUZIONI - Anche il Pd è rimasto deluso. «Sono gli ultimi effluvi della campagna elettorale, con accenti nostalgici per la riedizione di un welfare padano già bocciato dalla Corte Costituzionale e una certa confusione sulle competenze in materia d'immigrazione: ci saremmo aspettati qualche soluzione praticabile in più e qualche slogan in meno. Debolissimo il riferimento al ruolo del Consiglio Regionale: fatta la tara delle promesse di dialogo, Fedriga si annuncia più padrone che presidente».  Lo afferma il segretario regionale del Pd Salvatore Spitaleri. «I grandi temi delle riforme devono ancora passare attraverso la fase embrionale dell'ascolto e - aggiunge Spitaleri - di altro non c'è traccia: pensavamo che chi è stato per cinque anni all'opposizione avesse maturato almeno qualche idea su come mettere mano alla salute e agli Enti locali, invece no. Ci aspettavamo qualcosa di più concreto non tanto da Fedriga, che era a Roma, ma almeno dal suo esperto vicepresidente». «Prendiamo atto che in sostanza viene dato atto alla giunta di centrosinistra – osserva Spitaleri - di aver lavorato particolarmente bene sulla logistica e sulle infrastrutture viarie, portuali e aeroportuali, anche se pare una forzatura il riferimento all'alta velocità ferroviaria, che non è prevista da Rfi. E va rilevato, dopo le rumorose strumentalizzazioni degli anni scorsi, un approccio che sembra non pregiudiziale al rapporto tra difesa dell'ambiente, libertà di fare impresa e, aggiungiamo noi, prospettive occupazionali».