23 ottobre 2018
Aggiornato 15:30

Pressione fiscale, Governo Fedriga: "Necessari nuovi accordi con lo Stato"

"Vittima della sua natura di Regione di confine il Friuli paga più di altri. - ammette Fedriga - Sarà poi essenziale riprendere le trattative con il Governo centrale, per riequilibrare il rapporto funzioni-risorse, pesantemente intaccato nel corso degli ultimi anni"
Governatore regionale Massimiliano Fedriga, intervento al Consiglio regionale
Governatore regionale Massimiliano Fedriga, intervento al Consiglio regionale (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - Dopo aver presentato le linee guida della Giunta regionale in merito alle attività produttive il governatore regionale, Massimiliano Fedriga, ha spiegato che «la chiave di tutto rimane comunque la riduzione della pressione fiscale».

LA PRESSIONE FISCALE - «Vittima della sua natura di Regione di confine, - continua il governatore -  il Friuli Venezia Giulia paga più di altre aree del Paese lo svantaggio di trovarsi due vicini quali Austria e Slovenia la cui pressione fiscale, loro merito, risulta essere nettamente inferiore alla nostra. Se le delocalizzazioni sono un pericolo da scongiurare più in prospettiva che nell'immediato, impellente è l'esigenza di rilanciare occupazione e investimenti: target che si possono perseguire solo con misure importanti e risolutive».

COME RIDURRE LA PRESSIONE - Secondo quanto spiegato dal governatore «il traino all'economia dovrà pertanto essere garantito da una riduzione dell'Irap, per permettere alle imprese di avere un rapporto più agile con la pubblica amministrazione e soprattutto di impiegare le risorse resesi disponibili sull'innovazione e sull'assunzione di personale, energizzando così il mercato del lavoro. Il taglio delle tasse, abbinato alla sburocratizzazione, mirerà inoltre a richiamare nuovi investitori, invogliando le imprese a puntare sul Friuli Venezia Giulia in virtù di regimi fiscali agevolati, penso a specifiche Zone Economiche Speciali Regionali, prospettiva alla quale guardo con grande interesse, oltre ovviamente ai Punti Franchi che già adesso rendono il Porto di Trieste unico nel mondo».

MAI UNO SCONTO - Fedriga ha quindi chiarito che «la nostra Regione dispone per legge di competenze che la rendono ancor più responsabile sulle scelte politiche e gestionali: una fiducia che il Friuli Venezia Giulia ha sempre ricambiato con estremo rigore sia in tema di spesa pubblica che in termini di qualità nell'erogazione di servizi ai cittadini. Fattori che tuttavia non sono stati sufficienti a risparmiarci accordi al ribasso, che hanno privato la comunità di ulteriori risorse oltre a quelle già cedute precedentemente allo Stato centrale».

NECESSARI NUOVI ACCORDI - Per il governatore «sarà quindi essenziale riprendere le trattative con il Governo centrale, finalizzate a riequilibrare il rapporto funzioni-risorse, pesantemente intaccato, per circa 920 milioni di euro solo nel 2018 tra accantonamenti e riserve, dalle manovre statali susseguitesi nel corso degli ultimi anni, e a rivedere le compartecipazioni, in modo da dare pieno riconoscimento ad una specialità che non diventi solo nominale, ma che sia a tutti gli effetti lo strumento per il rilancio del territorio».

REVISIONE DELLO STATUTO - Il governatore ha ribadito che rimane «di attualità il tema della revisione dello Statuto, che dovrà essere adattato ai cambiamenti socio-economici intervenuti nel contesto internazionale e a quelli giuridico-istituzionali nazionali e continentali, attraverso l'affermazione di quel principio pattizio che si pone alla base del nostro rapporto con lo Stato».

NON DA SOLI - Conclude Fedriga: «Anche in questo caso, giocare la partita assieme ad altre Regioni non può che risultare funzionale al conseguimento degli obiettivi. Un discorso che vale per l'autonomia, ma anche per gli investimenti infrastrutturali strategici e l'individuazione di spazi finanziari per specifiche finalità di riqualificazione urbana».