22 ottobre 2018
Aggiornato 21:00

Presidente Fedriga: "Il nostro programma punta al welfare"

"Il benessere delle persone" al centro dell'azione dell'esecutivo regionale: è il punto guida del programma del governatore Massimiliano Fedriga, declinato nei versanti di salute, protezione sociale e sicurezza
Governatore regionale Massimiliano Fedriga
Governatore regionale Massimiliano Fedriga (Regione Friuli-Venezia Giulia)

TRIESTE - «Il benessere delle persone» al centro dell'azione dell'esecutivo regionale: è il punto guida del programma del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, declinato nei versanti di salute, protezione sociale e sicurezza.

STOP ALLE POLEMICHE - Per quanto riguarda la riforma sanitaria varata dalla precedente amministrazione, secondo Fedriga, lo scontro aspro e le polemiche "ora devono lasciare spazio a idee, per offrire risposte convincenti alle criticità emerse nel tempo». Per far questo occorrono «capacità di ascolto, instaurazione di un rapporto di fiducia e collaborazione, implementazione del senso di appartenenza e della volontà di fare squadra».

REVISIONE STRUTTURE E TERRITORIO - In questo senso, ha rilevato il governatore, «una nuova riforma non rappresenta in sé e per sé la soluzione per cambiare la rotta» e «qualsiasi intervento deve essere conseguenza di una precisa definizione delle risorse economiche da destinare al Sistema sanitario regionale". Il contributo dei professionisti e un processo di informatizzazione dovranno essere affiancati - ha detto Fedriga - da «una revisione dell'attuale assetto, individuando una equilibrata e coerente distinzione tra i processi delle strutture ospedaliere e del servizio territoriale, che però, ovviamente, devono mantenere la loro complementarietà. Tutto ciò prevedendo un unico punto di governo per la pianificazione, il coordinamento ed il controllo del Servizio sanitario regionale».

UNA MANO PER CRESCERE - Sotto il profilo delle misure di protezione sociale, il governatore ha affermato che «l'inclusione sociale non deve essere sinonimo di assistenzialismo». Pertanto «una mano responsabile non estrae dalle tasche denaro pubblico per mantenere i figli inattivi, ma per contribuire alla loro formazione e al loro inserimento professionale, mentre interviene con più incisività per risolvere le difficoltà di chi, come nel caso degli anziani o dei disabili, richiede maggiori e più durevoli tutele».

WELFARE NUOVO - Il governatore ha quindi tracciato in dettaglio la fisionomia di un «welfare nuovo», articolato in sei punti, a partire dalla ridefinizione dei criteri di accesso ai servizi sociali e all'edilizia agevolata, «attribuendo il giusto peso agli anni di residenza in Friuli Venezia Giulia». In secondo luogo il governo regionale perseguirà «l'autonomia della misura regionale del sostegno al reddito, anche per destinare parte dei fondi a supporto delle aziende e agevolare percorsi di inserimento o reinserimento lavorativo».

SCUOLA E FAMIGLIE - La terza azione consiste nel potenziare le scuole dell'infanzia e mirare alla più alta copertura delle richieste, assegnando alla Regione un ruolo di primo piano nella definizione di percorsi mirati, anche sotto il profilo dell'organicità legislativa, ad accrescere la centralità della famiglia quale cardine della società. Altra priorità in ambito sociale indicata dal governatore è la valorizzazione dell'attività dei ricreatori e di tutte le realtà aggregative storicamente radicate sul territorio regionale, riconoscendone le funzioni educative, formative e di accompagnamento delle famiglie.

ANZIANI - Infine, tre aspetti: la promozione dell'equità e l'uniformità territoriale del finanziamento regionale alle strutture residenziali per anziani, la ridefinizione e implementazione dell'integrazione fra Enti locali e Aziende sanitarie e un'articolazione più flessibile delle varie forme di contribuzione pubblica per favorire la domiciliarità delle persone anziane.

PROTEZIONE CIVILE - Non è mancato, nell'ottica della prevenzione primaria alla salute delle persone, un riferimento alla Protezione civile regionale «nata dalle macerie della tragedia del 1976 e simbolo non solo della ricostruzione ma, direi forse soprattutto, della grande forza morale e della dignità del popolo friulano nello specifico e del Friuli Venezia Giulia in generale».