20 agosto 2018
Aggiornato 07:00

Fuori dalla rete Ready, per il Pd «primo passo verso l'intolleranza»

A prendere posizione sono la deputata Debora Serracchiani, la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau e il segretario del Fvg Salvatore Spitaleri
Fuori dalla rete Ready, per il Pd «primo passo verso l'intolleranza»
Fuori dalla rete Ready, per il Pd «primo passo verso l'intolleranza» (Regione Friuli Venezia Giulia)

La scelta della giunta regionale di uscire dalla rete Ready, non è piaciuta alle opposizioni, che vanno all’tacco. A prendere posizione sono la deputata Debora Serracchiani, la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau e il segretario del Fvg Salvatore Spitaleri.

PRIMO PASSO VERSO L’INTOLLERANZA - «Prima giunta e primo passo del presidente leghista Fedriga verso l'intolleranza: ci si può nascondere dietro una cortina di parole ma questo è il segnale che da oggi in Friuli Venezia Giulia le minoranze di qualsiasi genere saranno meno garantite. Questo per chi non avesse chiaro cosa significa esattamente 'prima gli italiani': non-italiani sono tutti quelli che lui considera diversi». Questo il pensiero della deputata del Pd Debora Serracchiani, che aggiunge: «E’ sconcertante la prontezza con cui Fedriga si fa dettare da fuori l'agenda delle sue delibere: un mese esatto per aderire alla richiesta che già il 30 aprile scorso gli è arrivata via Twitter da Filippo Savarese, che gli scriveva ‘ci aspettiamo l’uscita della Regione dalla #ReteReady controllata dalla Lobby Lgbt! #StopGender’. Questi è il portavoce di Generazione Famiglia e direttore della piattaforma CitizenGo Italia, l'associazione che ha tappezzato Roma dei manifesti con le scritte "l'aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo». «Se questo è uno dei compagni di viaggio o degli ispiratori di Fedriga e della sua Giunta – ha concluso Serracchiani – possiamo attenderci quello che già sappiamo: un colpo stridente sul fronte dei diritti civili».

LE PAROLE DI DA GIAU E SPITALERI - «Prima i friulani, ma che non siano donne o giovani, o peggio ancora omosessuali. Tra le deleghe assegnate al nuovo Esecutivo regionale non solo non c'è alcun riferimento alle pari opportunità o alle politiche giovanili, ma veniamo a sapere che la Giunta Fedriga, su decisione dell'assessore Rosolen, uscirà dalla Rete nazionale delle Pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere (Ready). Davvero una brutta partenza per la tutela di intere fasce di popolazione».  A dirlo è la consigliera regionale del Pd Chiara Da Giau. «Dopo la sottolineatura fatta dal presidente rispetto alla tutela delle famiglie naturali, non tarda a dipanarsi - continua la Da Giau - il progetto discriminante e restauratore della nuova Giunta, che vuole riportarci a oscurantismi del passato». Duro anche il commento di Spitaleri: «È l'amarezza la prima reazione alla prima scelta della giunta regionale fascioleghista di uscire dai progetti educativi nazionali al rispetto delle differenze, cui il centrosinistra regionale nella scorsa legislatura aveva aderito». «Cosa pensavate avrebbero fatto?», riflette Spitaleri, rivolgendosi agli elettori che «in campagna elettorale, da sinistra e dal centro moderato, esprimevano scetticismo verso il Partito democratico. Alla prima occasione in cui viene messa alla prova, questa destra intanto fa piazza pulita di spazi di libertà, e poi non arriva una proposta qualsiasi».